I ricercatori dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani” di Roma sono a lavoro su un tampone rino-faringeo in grado di distinguere tra un'infezione causata da un virus influenzale influenzale e la COVID-19, la malattia provocata dal coronavirus SARS-CoV-2. Il test è così sensibile che, attraverso l'analisi del campione biologico prelevato, può determinare anche se il patogeno responsabile dell'influenza è di Tipo A o di Tipo B. Ad annunciare la sperimentazione di questi nuovi tamponi è stato l'assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato: “Presto lo Spallanzani sperimenterà i test naso-faringei in grado di distinguere tra influenza stagionale (sia di tipo A che di tipo B) dal Covid-19”, ha dichiarato il politico.

Al momento, come indicato, i ricercatori sono ancora a lavoro e dunque deve essere ancora dimostrata l'efficacia dei nuovi test, tuttavia se lo strumento sarà validato, come dichiarato da D'Amato, “sarà preziosissimo questo inverno”. Ciò che preoccupa molto le autorità sanitarie, infatti, è la diffusione parallela tra influenza e COVID-19 che si determinerà nelle prossime settimane. Si tratta del resto di infezioni provocate da virus respiratori, e sebbene le complicanze del coronavirus SARS-CoV-2 possano interessare praticamente tutto l'organismo, i sintomi di base in comune tra le due condizioni sono molto simili. Tra essi vi sono tosse, febbre, dolori muscolari, mal di testa, rinorrea, mal di gola, brividi di freddo e diversi altri ancora. In realtà anche i virus influenzali possono determinare infezioni molto più aggressive, in taluni casi anche letali, ma la percentuale è significativamente inferiore rispetto a quelle provocate dal SARS-CoV-2.

Il rischio maggiore è che moltissime persone colpite da influenza possano riversarsi negli ospedali e nei pronto soccorso per paura di avere contratto la COVID-19, pertanto poter disporre di un test rapido in grado di discernere tra le due condizioni sarà estremamente utile nel triage. Anche per questo motivo i medici raccomandano di vaccinarsi contro l'influenza; se si è infatti vaccinati contro i virus influenzali che circoleranno nei prossimi mesi, qualora si dovessero sviluppare sintomi come febbre alta e tosse c'è maggiore probabilità che si tratti di un'infezione provocata dal SARS-CoV-2. Questo aiuta la cosiddetta diagnosi differenziale e dunque il sistema sanitario nel suo complesso.

A causa della brusca impennata dei contati registrati in Italia negli ultimi giorni, è fondamentale tenere sotto controllo i numeri dei posti letto disponibili, in particolar modo quelli in terapia intensiva; al momento la situazione non è assolutamente drammatica e paragonabile al picco di marzo-aprile – anche se le prime criticità stanno emergendo -; avere a disposizione un test come quello in sviluppo presso lo Spallanzani agevolerà di certo il lavoro degli operatori sanitari sarà agevolato. Nel frattempo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani e gli scienziati di vari atenei hanno pubblicato alcuni articoli che spiegano le differenze tra raffreddore, influenza e COVID-19. Sono informazioni molto preziose, ma sottolineiamo che la diagnosi la può fare soltanto un medico.