Credit: NASA
in foto: Credit: NASA

Grazie alla prima mappa topografica di Titano, il più grande satellite di Saturno, sappiamo che i suoi tre mari di idrocarburi (principalmente metano liquido ed etano) si trovano tutti allo stesso livello, esattamente come avviene per gli oceani e i mari terrestri. Inoltre, analogamente al nostro pianeta, i laghi si trovano tutti in posizione sopraelevata rispetto ai mari; ciò ha suggerito ai ricercatori che hanno mappato la gigantesca luna, un team dell'Università Cornell di Ithaca (New York), che sotto la superficie di Titano vi sarebbero canali sotterranei che mettono in comunicazione i vari bacini di liquido. Anche questa è una caratteristica tipica del nostro pianeta, il più simile al satellite del “Signore degli anelli” di tutto il Sistema solare, benché quest'ultimo sia fondamentalmente un mondo freddo e alieno.

Mari e laghi di Titano al polo nord. Credit: NASA / JPL–Caltech / USGS
in foto: Mari e laghi di Titano al polo nord. Credit: NASA / JPL–Caltech / USGS

Gli studiosi americani, coordinati dagli astronomi Paul Corlies e Alex Haies, per mappare Titano hanno sfruttato i dati raccolti durante la missione della NASA-ESA Cassini/Huygens, che ha sorvolato la luna per la prima volta circa dieci anni fa. La sonda Cassini è ormai un ricordo (a settembre 2017 è stata fatta “schiantare” nell'atmosfera di Saturno, ma i preziosissimi dati raccolti durante la sua avventura nello spazio continueranno a fornire nuove informazioni per i prossimi decenni

Mare: Credit: NASA/JPL–Caltech/ASI/Cornell
in foto: Mare: Credit: NASA/JPL–Caltech/ASI/Cornell

Poiché la mappatura ad alta risoluzione ha riguardato solo una parte di Titano, Corlies e colleghi hanno creato la topografia aggiungendo i dati a bassa risoluzione e sfruttando un algoritmo in grado di completare l'opera. Oltre alle informazioni sui mari, grazie alla mappatura sono state scoperte anche nuove montagne, che non superano i 700 metri di altezza.

Credit: NASA / JPL–Caltech / ASI / Cornel
in foto: Credit: NASA / JPL–Caltech / ASI / Cornel

I ricercatori hanno inoltre scoperto depressioni simili a quelle prodotte dal carsismo terrestre, cioè dall'attività chimica dell'acqua su rocce porose (principalmente calcaree), che si dissolvono lasciando veri e propri “buchi”. Anche le strutture su Titano non presentano canali superficiali per il trasferimento del liquido, ma a differenza di quelle sulla Terra hanno bordi netti e rialzati. I nuovi dettagli su Titano, che potrebbe essere esplorato dalla missione NASA Dragonfly, qualora dovesse vincere la finale contesa con CAESAR, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Geophysical Research Letters.

[Credit: NASA / JPL-Caltech / ASI / Cornell]