L'esposizione alle polveri sottili presenti nell'atmosfera durante la gravidanza può avere gravi conseguenze sul feto, determinando malformazioni, morte alla nascita e predisposizione a problemi metabolici una volta raggiunta l'età adulta. Lo ha determinato un team di ricerca americano guidato da scienziati di vari dipartimenti dell'Università Texas A & M, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Chimica e Biochimica dell'Università della California di San Diego.

La ricerca. Gli scienziati, coordinati dal professor Renyi Zhang, docente presso i dipartimenti di Scienze Atmosferiche e Chimica dell'ateneo di College Station, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto alcuni esperimenti con modelli murini (ratti). Nello specifico, hanno esposto femmine gravide a particolato fine composto da solfato di ammonio – (NH4)2SO4 – , un sale di ammonio dell'acido solforico che ha molteplici utilizzi. Viene infatti utilizzato come fertilizzante in agricoltura per i terreni alcalini; come coadiuvante per insetticidi ed erbicidi; come additivo alimentare e in varie preparazioni di laboratorio. Nelle cappe di smog di alcune città il solfato di ammonio risulta molto concentrato, tuttavia non è contemplato tra i “big killer” dell'inquinamento, che secondo i più recenti dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) uccide ben 8,8 milioni di persone ogni anno.

I risultati. Le femmine gravide di ratto esposte al composto hanno manifestato numerose problematiche. Gli scienziati hanno documentato un incremento dei piccoli nati morti; riduzione della durata della gestazione con piccoli nati prematuri e sottopeso; aumento delle concentrazioni di glucosio e acidi grassi liberi nel plasma; aumento dell'accumulo di lipidi nel fegato e ridotto rilassamento dell'aorta. Ciò si è tradotto in malformazioni organogenetiche e progenie predisposta a difetti metabolici a lungo termine, come si legge nell'articolo pubblicato Zhang e colleghi. “Le persone credono che il solfato di ammonio non sia particolarmente tossico, tuttavia i nostri risultati mostrano un forte impatto sulle femmine di ratto gravide”, ha dichiarato l'autore principale della ricerca. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).