Poiché le lesioni polmonari legate allo svapo emerse in letteratura scientifica sono di diversa natura, un team di ricerca americano ha provato a raccoglierle tutte e a schematizzarle, per produrre una sorta di compendio del danno polmonare associato a questa pratica. In altri termini, hanno messo a punto uno strumento che possa favorire la complessa diagnosi da parte dei radiologi. Del resto la grave malattia polmonare associata allo svapo, che negli Stati Uniti ha provocato diversi decessi, è ancora un “oggetto misterioso”. Essa è caratterizzata da dolori toracici, tosse, vomito e difficoltà respiratorie che possono richiedere la ventilazione artificiale, ma ancora non si sa quale sia la sostanza realmente responsabile. In base alle analisi condotte dalla Food and Drug Administration e dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie o CDC (Centers for Disease Control and Prevention), il principale indiziato sembrerebbe essere un olio derivato dalla vitamina E, tuttavia si sta indagando anche sui liquidi per e-cig contraffatti acquistati per strada (in particolar modo quelli a base di cannabis) che potrebbero contenere pesticidi e altri contaminanti tossici.

A provare a fare ordine sulle varie lesioni polmonari associate all'utilizzo dei cosiddetti prodotti ENDS (electronic nicotine delivery systems), ovvero dispensatori di nicotina alla stregua di vaporizzatori, sigarette elettroniche, narghilè e simili, è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati dell'Università della California di San Diego, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Scuola di Medicina dell'Università di Washington; dell'Università dello Utah e di altri istituti americani. Gli scienziati, guidati dal professor Travis S. Henry, docente presso il Dipartimento di Radiologia dell'ateneo californiano, come indicato hanno analizzato tutta la letteratura scientifica sul tema e ottenuto un elenco di lesioni ascrivibili al danno polmonare da svapo. Vediamolo nel dettaglio.

Le immagini ottenute dalla tomografia computerizzata possono mostrare un'opacità simmetrica sui polmoni e noduli centrolobulari poco definiti, dettagli che inquadrano una polmonite da ipersensibilità. I medici osservano miglioramenti in tal senso quando si chiede ai pazienti di interrompere l'inalazione delle sostanze. Le opacità polmonari non sono tuttavia sufficienti per una diagnosi da danno polmonare da svapo, dato che sono provocate anche da infezioni, edema e altro ancora. La diagnosi potrebbe essere confermata in presenza di un lavaggio broncoalveolare o BAL (una procedura medica eseguita col broncoscopio) che rileva del sangue. Il paziente, inoltre, potrebbe risultare anemico. Altri segni della malattia polmonare da svapo individuati da Hnery e colleghi sono la deposizione del collagene e la proliferazione dei fibroblasti nel tessuto malato; la presenza di macrofagi carichi di lipidi e una pneumoconiosi dovuta a tracce di cobalto nello strumento vaporizzatore del paziente. Gli scienziati che hanno messo a punto questo schema tengono a precisare che esistono numerosi modelli di sigarette elettroniche, così come sono diverse le sostanze che vengono inalate, pertanto possono esistere altre manifestazioni polmonari legate allo svapo che non sono state trattate nel loro articolo. I dettagli sono stati pubblicati sulla rivista scientifica American Journal of Roentgenology (AJR).