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Sicilia devastata dal primo uragano del Mediterraneo: come è nata la fake news di Medicane

Nessun uragano si imbatterà contro la Sicilia, anche perché questi fenomeni catastrofici non possono formarsi nel Mediterraneo, il nostro mare infatti non ha proprio le condizioni fisiche e metorologiche sufficienti. L’allerta meteo in Sicilia non è mai salita al di sopra del livello bianco o verde.
A cura di Juanne Pili
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Il ciclone Mediterraneo definito "medicane" registrato di recente in Sicilia si è rivelato una ghiotta occasione per tutti i siti che sfruttano l'allarmismo per collezionare like e condivisioni in Rete, facendo leva sulla definizione ben più emozionante di "uragano", termine che tendiamo ad associare ai potenti cicloni atlantici, come quelli che devastano periodicamente le coste del Golfo del Messico. Così c'è chi si è trovato su Facebook, WhatsApp e Telegram l'avviso di una imminente allerta meteo, dovuta ad un uragano che starebbe per colpire la Sicilia. Ma oltre al fatto che ormai il ciclone si sta dirigendo in Grecia, non è stata mai diramata una allerta meteo vera e propria, ecco perché.

Come funziona il sistema delle allerte

Eisiste un ufficio meteorologico dell’Aeronautica militare che tramite le sue diramazioni periferiche aggiorna il Dipartimento nazionale della Protezione civile riguardo alle situazioni di allarme meteorologico. Abbiamo chiesto maggiori informazioni ad un esperto che lavora sul campo in Sicilia, Mirko Tuccitto il quale divulga su YouTube il contributo delle associazioni di volontari, che forniscono supporto logistico ai Vigili del fuoco e alla Protezione civile, mettendo a disposizione le attrezzature necessarie mediante vari enti. Se l'aeronautica segnala una criticità all'ufficio della protezione civile regionale, per esempio in Sicilia, viene analizzato il tipo di criticità, quindi si decreta il livello di allerta sulla base di un codice di colori: si parte dal bianco passando per il verde, il giallo, l’arancione ed infine il rosso. Quando l’allarme va dal giallo all’arancione tale informazione viene diramata ai sindaci, mentre in caso di allarme rosso si cominciano anche a coordinare le operazioni di emergenza.

Il primo uragano nel Mediterraneo?

Nel caso attuale stiamo parlando di un medicane e di una allerta che non ha mai raggiunto nemmeno il livello giallo. Infatti è rimasta tra il bianco ed il verde, ragione per cui non sarebbe necessario nemmeno informare i sindaci. Insomma, di fatto non c’è proprio nessuna allerta. Anche perché – come avevamo già spiegato in un articolo precedente – è impossibile accomunare un fenomeno quale il medicane registrato di recente con un uragano vero e proprio, come quelli che hanno minacciato gli Stati Uniti e di cui l’opinione pubblica conserva un’immagine comprensibilmente spaventosa. Il medicane è un ciclone mediterraneo, lo riconosciamo dalle grandi piogge e dai venti che si porta a presso, “nasce con l'arrivo delle prime correnti fredde che incontrano l'acqua ancora calda dall'estate”. Gli uragani che possono far schizzare i livelli di allerta fino al rosso sono lo stesso dei cicloni, ma di entità ben maggiore del medicane; pensiamo solo alla forza delle loro correnti che nel caso di quelli atlantici possono raggiungere i 250Km orari, con tutti i danni che la cronaca ci ha mostrato quando uno di questi si imbatte nel Golfo del Messico. Senza contare che gli uragani veri e propri non possono formarsi nel Mediterraneo, perché necessitano di strati d'acqua molto caldi (26/27°C) a decine di metri di profondità, con buona pace di chi titolava dell'arrivo del "primo uragano nel Mediterraneo".

Gli esperti si dividono?

Chi ha fatto girare la notizia allarmista in queste ore deve aver fatto leva sulle immagini satellitari, che non aiutano a far distinzione tra un uragano devastante vero e proprio ed un medicane. La fake news ha avuto origine da siti che solo apparentemente hanno a che fare con la meteorologia, senza basarsi sulle reali allerte. Tutt’oggi grazie ai Social network e ai sistemi di messaggistica come WhatsApp, Telegram e Messenger questo allarme continua ad essere condiviso, mentre intanto sappiamo che il ciclone si sta spostando verso la Grecia. Eppure c’è ancora chi fa credere in Rete che “gli esperti” si sarebbero divisi nel definire la pericolosità del fenomeno, mentre non risulta alcun dibattito in merito.

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