Nel mondo, ogni giorno, si registrano un milione di nuove infezioni da IST, le malattie sessualmente trasmissibili. Il dato divulgato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è in preoccupante ascesa e coinvolge anche l'Italia, dove si registrano ben 3.500 nuovi casi di AIDS all'anno, circa dieci ogni giorno. Ma il boom abbraccia anche altre temute malattie veneree come la gonorrea, la sifilide e l'herpes genitale. Le principali vittime delle infezioni sono i giovani tra i 15 e i 24 anni, che spesso fanno a meno del preservativo anche durante gli incontri occasionali, catalizzando il rischio di contagio.

Alla luce di questi preoccupanti dati, il Ministero della Salute in collaborazione con la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) ha deciso di agire mettendo a punto una campagna di comunicazione ad hoc, chiamata “IST, conoscerle per prevenirle”. Obiettivo di medici e istituzioni è la sensibilizzazione del pubblico attraverso un piano d'azione suddiviso in tre distinte fasi, sfruttando la sinergia di vari mezzi per informare.

La prima fase prevede la diffusione di opuscoli pieghevoli e locandine nei punti di contatto tra pazienti e specialisti, compresi studi medici e farmacie. In essi saranno presentate sette delle più diffuse patologie sessualmente trasmissibili (HIV/AIDS, Papilloma Virus, Epatiti virali, Sifilide, Uretriti e cerviciti da Clamidia, Gonorrea, Herpes genitale), e per ciascuna sarà possibile documentarsi su prevenzione, sintomi, cicli terapeutici e cura. Sarà indicato anche il numero del Telefono Verde, un servizio dell'Istituto Superiore di Sanità creato per informare i pazienti sulle patologie sessualmente trasmissibili e che ha recentemente festeggiato il trentennale dalla messa in funzione.

La seconda fase della campagna prevede la pubblicazione di un'applicazione gratuita sui principali negozi online per dispositivi mobili (Apple Store e Google Store), che sarà seguita dalla diffusione di spot televisivi sul tema. In questo modo i curatori della campagna sperano di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. Del resto, come sottolineato dagli esperti proprio in occasione delle celebrazioni per il trentennale del Telefono Verde, la disinformazione è uno dei principali pericoli per questa famiglia di patologie. Basti pensare che essa è salita dall'11,4 percento del decennio 1987-1997 al 13,6 percento del decennio 2007-2017. Va inoltre considerato che molti giovani escludono di poter essere contagiati, come spiegato dalla dottoressa Roberta Chersevani, direttrice di Fnomceo, e ciò non fa altro che amplificare la diffusione delle malattie.

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