Una nuova variante del coronavirus SARS-CoV-2 è stata identificata in Giappone, in alcuni pazienti di un ospedale di Tokyo. La notizia, diffusa dalla rete statale nipponica NHK e ripresa dall'agenzia di stampa britannica Reuters, non è stata ancora commentata dagli scienziati che hanno sequenziato il genoma del nuovo lignaggio, inoltre non sono stati diffusi molti dettagli sulle sue caratteristiche. È noto tuttavia che la variante è portatrice di una delle mutazioni più preoccupanti in assoluto, che conferirebbe al patogeno pandemico una certa capacità di resistere agli anticorpi neutralizzanti, sia quelli indotti da precedenti infezioni naturali che quelli scaturiti dai vaccini anti Covid. Per questa ragione è finita nel mirino degli esperti, che proveranno a capire quanto è diffusa nel Paese e quali sono le effettive capacità di “fuga immunitaria”, oltre che quelle di trasmissibilità, virulenza e letalità.

L'unica certezza è che la nuova variante è emersa in Giappone e non è stata identificata altrove. Tutti i pazienti che l'hanno contratta, 10 su 14 (70 percento) di quelli con COVID-19 ricoverati presso l'ospedale universitario di Tokyo “Medical and Dental University Medical Hospital”, hanno infatti dichiarato ai medici di non essere stati all'estero e di non aver avuto contatti con persone che hanno viaggiato. Del resto il SARS-CoV-2, come tutti i patogeni, muta costantemente replicandosi nell'ospite e diffondendosi nelle comunità, dando vita a nuove forme (per puro caso, le mutazioni sono dovute a errori nel meccanismo di copia). Nella stragrande maggioranza dei casi, queste mutazioni sono del tutto insignificanti, come spiegano gli esperti, e non a caso il virologo Fabrizio Pregliasco dell'Università degli Studi di Milano ha sottolineato che si contano almeno 1.200 varianti del patogeno pandemico. Soltanto alcune di esse riescono a modificare le caratteristiche del patogeno, rendendolo più trasmissibile, aggressivo, letale e/o in grado di esprimere resistenza agli anticorpi. Sono le “varianti di preoccupazione” (VOC) come la inglese, la brasiliana e la sudafricana, balzate agli onori della cronaca internazionale.

La nuova variante giapponese può essere preoccupante poiché presenta una mutazione – chiamata E484K o “EEK” – presente sia nella variante sudafricana (B.1.351 o 501Y.V2) che in quella brasiliana (P.1, Variant of Concern 202101/02 e 20J / 501Y.V3). Questa modifica genetica è localizzata in posizione 484 sulla proteina S o Spike del coronavirus SARS-CoV-2, il “grimaldello biologico” che permette al patogeno di legarsi al recettore ACE-2 delle cellule umane, rompere la parete cellulare, riversare l'RNA virale e dare inizio alla replicazione che determina l'infezione (chiamata COVID-19). Poiché la mutazione si trova in questa posizione chiave e modifica la struttura della Spike, gli anticorpi neutralizzanti di una precedente infezione possono avere difficoltà a colpirla, così come quelli innescati dai vaccini basati sul lignaggio originale del virus. La mutazione E484K sarebbe alla base dell'ondata di reinfezioni nella città di Manaus, in Brasile, e dell'efficacia inferiore dei vaccini anti Covid di Johnson & Johnson e Novavax rilevata in Sudafrica.

Il Giappone, in base alla mappa interattiva dell'Università Johns Hopkins, ha fatto registrare poco meno di 500mila infezioni e 9.200 morti dall'inizio della pandemia di COVID-19. Secondo gli epidemiologi è in procinto di entrare nella quarta ondata di contagi, che potrebbe essere peggiore delle precedenti. A preoccupare è soprattutto la zona di Osaka, dove sono stati diagnosticati 666 nuovi contagi in un giorno (a Tokyo si è arrivati a 446, molti meno del picco di 2.500 raggiunto a gennaio). A guidare la nuova ondata di contagi sarebbero proprio le nuove varianti, che avrebbero una maggiore trasmissibilità rispetto al ceppo di Wuhan. Il 23 luglio dovrebbe avere inizio a Tokyo l'Olimpiade rimandata lo scorso anno proprio a causa della pandemia, e contenere la diffusione dei nuovi lignaggi è fondamentale per permettere il regolare svolgimento dei Giochi. Il Giappone ha già annunciato che potranno assistervi soltanto i cittadini nipponici e non le persone provenienti dall'estero, per contenere al massimo i rischi.