Dopo 12 anni di intensa ricerca sta per prendere il via la sperimentazione clinica di fase 1 di una avveniristica terapia per contrastare la sclerosi multipla (SM), basata sul trapianto intracerebrale di cellule staminali. Il progetto, a firma italiana, è stato presentato ieri a Roma presso Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica, dopo aver ricevuto il nulla osta operativo da tutti gli organi competenti, tra i quali l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e quella europea per i medicinali (EMA).

La sperimentazione, che durerà tre anni, coinvolgerà pazienti dai 18 ai 60 anni affetti dalla Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva (SMSP), una condizione particolarmente grave poiché i recuperi sono spesso incompleti e i sintomi della malattia, ovvero i deficit fisici e cognitivi, hanno una tendenza al peggioramento. Questa particolare variante colpisce il 30 percento dei malati affetti da sclerosi multipla. Per candidarsi al trial – di tipo multicentrico – sono state aperte alcune pagine presso il sito dell'Associazione Revert Onlus, coordinatrice della sperimentazione assieme all'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, e quello della Fondazione Cellule Staminali. Collaboreranno alla sperimentazione anche alcune strutture ospedaliere svizzere e in tutto saranno selezionati dai 15 ai 24 pazienti.

Alla base della terapia, messa a punto dal team del dottor Angelo Luigi Vescovi, Direttore Scientifico presso l'Associazione Revert Onlus, vi è il trapianto di peculiari cellule staminali prelevate da feti deceduti per cause naturali, dunque prive di qualsivoglia problematica di tipo etico. Esse sono risultate già efficaci nel trattamento di una patologia neurodegenerativa, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), e i risultati incoraggianti hanno spinto i ricercatori a testare la terapia anche sulla sclerosi multipla, una malattia autoimmune. Quello che inizierà quest'anno è il terzo e decisivo passaggio della ricerca.

Le cellule, sviluppate presso diverse strutture come il Laboratorio Cellule Staminali e la Biobanca di Terni in regime GMP (Good Manufacturing Practice), sono considerate tra le più sicure in assoluto e dunque hanno un bassissimo rischio di scatenare potenziali tumori. Le cellule staminali verranno somministrate a dosi sempre maggiori e i pazienti saranno seguiti per un periodo di almeno sei anni. I primi trattamenti, dopo un ciclo di immuno-soppressione della durata di alcuni mesi, dovrebbero partire già dal prossimo autunno.