Fattori ambientali come salinità e temperatura possono favorire lo sviluppo della Sclerosi Multipla, determinando cambiamenti strutturali nelle guaine mieliniche che circondano gli assoni ed esporle agli attacchi delle cellule del sistema immunitario. Lo ha dimostrato un team di ricerca israeliano guidato da studiosi della Scuola di Chimica e della Scuola di Fisica e Astronomia dell'Università di Tel Aviv, che hanno collaborato con i colleghi del Dipartimento di ingegneria chimica e del Russell Berrie Nanotechnology Institute presso il Technion-Israele Institute of Technology.

Gli scienziati, coordinati dal professor Roy Beck e dalla dottoressa Rona Shaharabani, sono giunti a questa conclusione dopo aver condotto analisi sulle guaine mieliniche di animali sani e animali malati. La Sclerosi Multipla è una malattia autoimmune legata alla demielinizzazione degli assoni, le fibre nervose che collegano i neuroni e trasmettono gli impulsi elettrici. Benché sia chiaro che a causarla è la reazione delle cellule immunitarie “impazzite” che aggrediscono la guaina mielinica, non sono note le ragioni che scatenano il processo. Tra i fattori ambientali messi nel mirino dai ricercatori israeliani vi sono i cambiamenti di temperatura e della concentrazione salina locale, che nei modelli animali analizzati hanno determinato modifiche sostanziali nella struttura della guaina mielinica. In parole semplici, si è passati membrane lamellari sane a strutture patologiche a forma di microscopici tubi noti col nome di “forme esagonali invertite”.

“Abbiamo scoperto che in determinate condizioni ambientali, come l'elevata salinità e temperatura, le guaine mieliniche che proteggono i neuroni subiscono transizioni strutturali coerenti con strutture patologiche della mielina nella sclerosi multipla”, ha dichiarato il professor Roy Beck. Gli ha fatto eco la collega Rona Shaharabani: “Questi risultati evidenziano che le condizioni ambientali locali sono fondamentali per la funzione mielinica, che devono essere considerate come possibilità alternative per la diagnosi precoce e come mezzo per evitare l'insorgenza della demielinizzazione”. “Poiché crediamo che queste modifiche strutturali determinino la vulnerabilità della membrana mielinica agli attacchi del sistema immunitario, possono aiutare a spiegare le cause della Sclerosi Multipla e forse aprire la strada a un trattamento o a una cura”, ha aggiunto la studiosa.

Le alterazioni nelle guaine mieliniche dei modelli animali sono state osservate attraverso tecniche specifiche, come la diffusione a raggi X e la microscopia elettronica a trasmissione criogenica (cryo-TEM). Non è la prima volta che nello studio della Sclerosi Multipla il dito viene puntato contro i fattori ambientali; ad esempio è noto che le persone che vivono più vicine all'equatore sono meno colpite rispetto alle altre. In attesa di una potenziale cura vera e propria, si continua a fare progressi nel trattamento della patologia: recentemente è stato reso disponibile in Italia l’ocrelizumab, un anticorpo monoclonale in grado di ridurre sensibilmente le lesioni infiammatorie, rallentare la progressione della malattia e abbattere il rischio di recidiva nelle forme gravi di Sclerosi Multipla. I dettagli della ricerca israeliana sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.

[Credit: SGENET]