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Ciascuno di noi ha un impatto sull'ambiente più o meno significativo in base allo stile di vita seguito, e come l'ingranaggio di una enorme macchina, rappresentata dall'intera umanità, contribuisce ai cambiamenti climatici. I fattori antropici sono infatti il volano all'immissione di CO2 (anidride carbonica) in atmosfera, il principale dei gas serra alla base del riscaldamento globale. Modificare il proprio comportamento per limitare le conseguenze sul pianeta dunque non solo è saggio, ma è anche opportuno e doveroso. I cambiamenti climatici, del resto, rappresentano una seria minaccia alla nostra stessa sopravvivenza, e se non riusciremo a contenere l'aumento delle temperature medie rispetto all'epoca preindustriale potremmo subirne gli effetti più drammatici nel giro di pochi decenni. Non è un caso che diversi scienziati ritengano che la nostra civiltà possa essere messa in ginocchio già entro il 2050. Molti governi, con la sottoscrizione all'Accordo di Parigi sul clima del 2015, hanno preso l'impegno a contenere l'aumento delle temperature al di sotto dei 2° centigradi (meglio 1,5° centigradi), mentre le tematiche “green” sono sempre più in cima nelle agende politiche. Qualcosa si sta dunque davvero muovendo a livello istituzionale (nonostante il dietrofront degli USA), e si attendono interventi infrastrutturali, urbanistici, energetici e sui trasporti per raggiungere i virtuosi obiettivi. Ma noi, come singoli individui, cosa possiamo fare in concreto per limitare l'impatto sull'ambiente e ridurre in modo significativo l'immissione di CO2? Ecco alcuni utili suggerimenti che potremmo seguire.

Sulla base del recente studio “The climate mitigation gap: education and government recommendations miss the most effective individual actions” condotto da scienziati svedesi e canadesi delle università di Lund e della Columbia Britannica, ci sono quattro punti fondamentali che contribuiscono in modo significativo a ridurre le emissioni di gas serra per ogni singolo individuo. Le quattro azioni sono: seguire una dieta a base vegetale; evitare di viaggiare in aereo, in particolar modo per le rotte più lunghe; vivere senza auto e avere famiglie meno numerose, cioè fare meno figli. Come dichiarato dall'autore principale dello studio, il professor Seth Wynes del Centre for Sustainability Studies dell'ateneo svedese, ci sono tantissimi fattori che influenzano l'impatto sul clima di ogni singola persona, ma i quattro emersi dalla ricerca – dopo aver analizzato decine di studi sul tema – sono quelli in grado di massimizzare i risultati in termini di benefici ambientali.

In base ai calcoli di Wynes e colleghi vivere senza auto elimina in media 2,4 tonnellate di CO2 dall'atmosfera ogni anno, mentre una dieta a base vegetale permette di risparmiare 0,8 tonnellate di CO2 sempre nell'arco di 12 mesi. Quest'ultima azione, spiega il ricercatore, è quattro volte più efficace del riciclaggio completo e otto volte più efficace del cambio delle lampadine domestiche con dispositivi ad alta efficienza, che sono comunque fattori significativi nel ridurre l'impronta di carbonio. Ciò è dovuto al fatto che gli allevamenti sono tra le più importanti fonti di immissione di anidride carbonica in atmosfera; mangiare meno carne (e in particolar modo quella rossa), dunque, non solo fa bene alla salute ma anche all'ambiente. Un altro fattore rilevante individuato dagli scienziati è il passaggio all'energia verde, ad esempio installando a casa un impianto fotovoltaico per affrancarsi completamente dal circuito energetico tradizionale basato su combustibili fossili. Per chi non può fare a meno dell'auto e macina tanti chilometri ogni, sostituire la vecchia con una ibrida o una completamente elettrica ridurrebbe sicuramente l'immissione di CO2 in atmosfera, ma vanno tenuti in conto molteplici fattori. Per produrre nuove vetture, di qualunque motorizzazione esse siano dotate, si produce ancora tantissima CO2 per via del fatto che la stragrande maggioranza delle centrali si basa sui combustibili fossili, inoltre va tenuto presente il problema dello stoccaggio/smaltimento delle batterie.

I piccoli gesti che possiamo compiere a casa, benché non abbiano un impatto paragonabile a quelli sopracitati in termini di riduzione della CO2 immessa nell'atmosfera, possono comunque fare la differenza. Abbassare di un grado la temperatura del riscaldamento, ad esempio, permette di ridurre di alcune centinaia di chilogrammi le emissioni di CO2 di una casa per ogni anno. Tenere lontani gli elettrodomestici come il frigorifero dalle zone più calde della casa (ad esempio dove sono i fornelli) permette di ridurre i consumi legati ai sistemi di raffreddamento. Anche evitare il prelavaggio della lavatrice e avviarla solo quando è davvero piena consente un risparmio di energia (e acqua) garantendo un limitato impatto ambientale. L'illuminazione a LED sarebbe da privilegiare a quella tradizionale poiché molto più duratura e meno inquinante. Frutta e verdura di stagione andrebbero preferite perché le serre per coltivare quelle fuori stagione immettono tantissima CO2, mentre i vegetali esotici viaggiano in aereo con relative emissioni. I rifiuti organici vanno riciclati o usati per il compostaggio, tenendo presente che quelli che finiscono in discarica immettono anch'essi quantità significative di gas a effetto serra. Preferire i mezzi pubblici o la bicicletta laddove possibile; condividere la propria auto con altri; fare attenzione alla pressione delle gomme (più è bassa maggiori sono i consumi); preferire il ventilatore al condizionatore; mettere il coperchio sulla pentola d'acqua quando deve bollire sui fornelli; scambiare oggetti e vestiti invece di buttarli quando non si usano più; attivare la funzione di risparmio energetico sul PC e moltissimi altri gesti possono tutti ridurre il nostro impatto ambientale.