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Coronavirus
23 Aprile 2021
10:16

Salgono a 168 i casi di trombosi legati al vaccino Covid di AstraZeneca nel Regno Unito

L’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari del Regno Unito (MHRA) ha annunciato che le segnalazioni di casi di trombosi associate a carenza di piastrine (trombocitopenia) dopo la vaccinazione anti Covid con AstraZeneca sono salite a 168, con un significativo aumento dell’incidenza nell’ultima settimana in esame.
A cura di Andrea Centini
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Nel Regno Unito è stato registrato un aumento dei casi di eventi tromboembolici associati al vaccino anti CovidVaxzevria” della società biofarmaceutica anglo-svedese AstraZeneca, farmaco messo a punto in collaborazione tra lo Jenner Institute dell'Università di Oxford e l'azienda italiana di Pomezia Advent-Irbm. Ad annunciarlo è l'Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA) britannica, che ha pubblicato i nuovi dati nel bollettino settimanale dedicato alla sorveglianza epidemiologica (il cosiddetto “Yellow Card”). Come indicato dagli esperti, alla data del 14 aprile l'MHRA ha ricevuto segnalazione di 168 casi di "eventi tromboembolici maggiori" associati a carenza di piastrine (trombocitopenia) a seguito della vaccinazione col vaccino anti di AstraZeneca.

Come riportato dall'agenzia di stampa britannica Reuters, il tasso dei coaguli di sangue è di 7,9 casi per ogni milione di dosi somministrate, che mostra un aumento dell'incidenza rispetto a quella rilevata nel bollettino precedente. La settimana prima, infatti, il tasso era di 4,9 casi per milione di dosi con 100 casi totali segnalati, balzati in avanti di 68 unità in sette giorni. Quando è stato stilato l'ultimo bollettino, nel Regno Unito erano state somministrate 21,2 milioni di prime dosi di Vaxzevria (non è stato fornito il dato sulle seconde). Intervistato dalla Reuters, il professor Adam Finn – docente di Pediatria presso l'Università di Bristol – ha dichiarato che questo aumento dei casi era “previsto” dagli esperti. “I casi vengono segnalati in modo affidabile e rapido, ma ci sono anche casi che si sono verificati in precedenza, che vengono riconosciuti e segnalati soltanto adesso”, ha affermato lo scienziato. “Mi aspetto che il numero reale di casi per milione di dosi di vaccino diventi chiaro abbastanza presto, non appena questi rapporti si stabilizzeranno, ma è già chiaro che rimarrà un evento molto raro”, ha aggiunto il professor Finn.

L'MHRA ha comunicato che gli eventi tromboembolici associati a trombocitopenia si sono verificati in 93 donne e 75 uomini di età compresa tra i 18 e i 93 anni. Il dato è significativo sia per l'ampia fascia di età abbracciata che per la differenza non così netta (ma pur significativa) tra uomini e donne, che sembrava statisticamente molto più ampia dalle prime indagini su questi eventi. Il tasso di mortalità degli eventi tromboembolici è stato del 19 percento (sceso dal 22 percento), considerando che hanno perso la vita 32 persone. Un caso è stato segnalato dopo la seconda dose. Anche questa è una novità significativa, tenendo presente che fino ad oggi le comunicazioni sui coaguli di sangue erano tutte relative alle prime dosi. Come specificato nel documento dell'MHRA, la rarissima trombosi della vena sinusale (una trombosi cerebrale) è stata riscontrata in 77 casi, in persone con un'età media di 47 anni, mentre in 91 (età media 55 anni) hanno sperimentato eventi tromboembolici maggiori associati a trombocitopenia. L'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha rilevato che le altre forme di trombosi legate al vaccino di AstraZeneca e a quello di Johnson & Johnson sono la trombosi della vena splancnica (addominale) e la trombosi arteriosa.

Poiché la maggiore incidenza di questi eventi tromboembolici si concentra nelle fasce di età più giovani, l'MHRA ritiene di dover tenere in considerazione l'evoluzione dei dati per la somministrazione del vaccino. Al momento nel Regno Unito il farmaco di AstraZeneca non è raccomandato al di sotto 30 anni, mentre limitazioni molto maggiori sono state adottate in altri Paesi europei, dove non è raccomandato al di sotto dei 55-60 anni. Anche per il vaccino di Johnsons & Johnson sono state prese misure analoghe, in seguito all'emersione di eventi tromboembolici associati a trombocitopenia. Si tratta comunque di eventi rarissimi e sia l'MHRA che l'EMA sottolineano che i benefici del vaccino superano i rischi.

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