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Riconosciuto “ufficialmente” il quinto oceano della Terra: il gelido Oceano Meridionale

I cartografi della National Geographic Society, che si occupa di mappe sin dal 1915, hanno riconosciuto ufficialmente il quinto oceano della Terra, l’Oceano Meridionale. A differenza degli altri oceani, i cui “confini” sono legati alle masse continentali, l’Oceano Meridionale è definito dallo scorrere della Corrente Circumpolare Antartica.
A cura di Andrea Centini
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Osservando il pianeta Terra dallo spazio il dettaglio più spettacolare è indubbiamente il meraviglioso colore blu delle masse d'acqua, oceani e mari che occupano ben il 71 percento della superficie del globo. Sebbene in realtà gli oceani siano un unico, enorme bacino d'acqua che abbraccia isole e continenti, per convenzione l'Organizzazione idrografica internazionale (precedentemente nota come Ufficio idrografico internazionale) ne riconosce ufficialmente quattro, sulla base delle “divisioni” operate dalle terre emerse continentali: l'Oceano Pacifico; l'Oceano Atlantico; l'Oceano Indiano; e l'Oceano Artico. A questi quattro, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani tenutasi lo scorso 8 giugno, i cartografi della National Geographic Society hanno annunciato di averne classificato ufficialmente un altro: l'Oceano Meridionale.

Noto anche come Oceano Antartico, Oceano glaciale antartico od Oceano australe, l'Oceano Meridionale è riconosciuto da decenni come entità a sé stante dagli scienziati che lo studiano, tuttavia non c'è mai stata un'intesa per portarlo sulle cartine geografiche e sulle carte nautiche ufficiali. Fondamentalmente fino ad oggi l'Oceano Meridionale è stato considerato come una propaggine “gelida” degli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico. Del resto non c'è alcuna massa continentale a definirne i confini, dunque come hanno fatto i cartografi della National Geographic Society – impegnata sin dal 1915 nell'elaborazione di autorevoli mappe – a classificare il nuovo oceano? Innanzitutto va sottolineato che l'Oceano Meridionale è la massa d'acqua che abbraccia l'Antartide fino al 60° parallelo Sud, ad esclusione del canale di Drake e del Mare di Scotia; i suoi confini non sono stabiliti dalla presenza di terre emerse, ma da una corrente oceanica, la Corrente Circumpolare Antartica, responsabile delle caratteristiche uniche degli ecosistemi presenti, ricchissimi di biodiversità e sorretti da delicati equilibri ecologici. Proprio per tutelare l'unicità di questo bacino d'acqua gli esperti dell'istituzione naturalistica hanno deciso di riconoscere ufficialmente il quinto oceano della Terra.

“Da molto tempo l’Oceano Meridionale è riconosciuto come oceano a sé dagli scienziati ma, non essendoci mai stato un accordo a livello internazionale, non l’avevamo ancora identificato ufficialmente”, ha dichiarato il dottor Alex Tait, geografo che dal 2016 è il responsabile della cartografia presso la National Geographic Society. “L’abbiamo sempre riconosciuta e identificata come regione peculiare e a se stante. Questo passo della designazione ufficiale rappresenta l’ultima fase di un processo di riconoscimento della sua specificità ecologica”, ha aggiunto Tait. “Anche se l’oceano in effetti è una massa d’acqua unica e interconnessa, mi congratulo con National Geographic per aver riconosciuto ufficialmente quest’area che circonda l’Antartide con il nome di Oceano Meridionale”, ha commentato la celebre biologa marina Sylvia Earle in una mail inviata all'istituzione naturalistica. “Delimitato dalla potente corrente circumpolare antartica, è l’unico oceano a toccarne altri tre e ad abbracciare completamente un continente invece che esserne abbracciato”, ha aggiunto la scienziata.

In realtà l'ex Ufficio idrografico internazionale, che collabora con i geografi delle Nazioni Uniti, classificò per la prima volta l'Oceano Meridionale nel lontano 1937, ma nel 1953 fu costretto a ritirare la nomina a causa di polemiche, soprattutto per questioni geopolitiche. In tempi recenti altre istituzioni scientifiche hanno iniziato a classificare la massa d'acqua alla “fine del mondo” come oceano a sé stante, come il Board on Geographic Names degli Stati Uniti e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), tuttavia non vi è ancora un accordo internazionale in tal senso. La speranza è che la classificazione ufficiale da parte della National Geographic Society, considerata ente autorevolissimo in materia di mappe, possa spingere le autorità preposte a riconoscere in via definitiva l'Oceano Meridionale migliorandone la riconoscibilità e le azioni di tutela.

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