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12 Febbraio 2019
18:32

Resistenza agli antibiotici, i superbatteri uccideranno 450mila italiani entro il 2050

In Italia entro i prossimi 30 anni i batteri resistenti agli antibiotici causeranno una vera e propria ecatombe, uccidendo ben 450mila persone. A stimarlo l’Associazione delle imprese del farmaco (Farmindustria), che ha anche ipotizzato danni economici superiori a quelli di una crisi finanziaria. Per arginare questa minaccia globale gli esperti hanno proposto un programma in cinque punti.
A cura di Andrea Centini
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A causa della resistenza agli antibiotici i cosiddetti superbatteri uccideranno quasi mezzo milione di italiani entro il 2050. La drammatica stima è stato diffusa da Farmindustria, l'Associazione delle imprese del farmaco, che ha organizzato un meeting ad hoc per puntare i riflettori su quella che è considerata una vera e propria minaccia globale.

Dato choc. Per quanto scioccante, il dato comunicato dal presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi non deve destare troppo stupore; l'Italia, infatti, è già il fanalino di coda nell'area OCSE in termini di decessi causati dalla resistenza agli antibiotici. Circa 11mila connazionali perdono la vita ogni anno a causa delle infezioni causate dai superbatteri, molto spesso contratte proprio nel luogo in cui si va per curarsi, l'ospedale.

Non solo morti. L'insopportabile numero di decessi è soltanto uno dei problemi legati all'antibiotico-resistenza. Farmindustria stima infatti che, nella peggiore delle ipotesi, l'avanzata dei superbatteri potrebbe avere un impatto economico superiore a quello della crisi economico-finanziaria iniziata nel 2008. Al nostro Sistema Sanitario Nazionale, che pur garantendo uno dei servizi migliori in assoluto è da tempo alle prese con carenze di fondi e personale, potrebbe costare ben 13 miliardi di dollari.

Le cause. Ma perché i batteri sono diventati sempre più ‘bravi' a difendersi dagli antibiotici? La colpa, come sempre, è soltanto la nostra. L'utilizzo intensivo di questi farmaci negli allevamenti (in particolar modo di quelli provenienti dal mercato nero) causa infatti un enorme dispersione ambientale delle molecole antibiotiche, e i batteri che riescono a sopravvivere, riproducendosi, generazione dopo generazione danno vita a ceppi sempre più resistenti. Una parte del problema risiede anche nell'abuso dei farmaci per curare malanni e altre condizioni per le quali sono sconsigliati o totalmente inutili, come i raffreddori, le sindromi parainfluenzali e influenzali di origine virale.

Cosa fare. Alla luce di questi dati drammatici Farmindustria ha proposto cinque idee per contrastare l'antibiotico-resistenza:

  • Istituzione di una Giornata europea per l'uso corretto degli antibiotici, necessaria per sensibilizzare l'opinione pubblica.
  • Prevenzione delle infezioni e della diffusione delle resistenze attraverso la promozione dei vaccini.
  • Supporto alla ricerca per favorire lo sviluppo di nuovi ed efficaci antibiotici. Al momento ce ne sono una sessantina in produzione, fra i quali 17 progettati per contrastare i microorganismi più pericolosi. Una recente ricerca americana ha dimostrato che esistono ben 8mila combinazioni di 4 o 5 antibiotici in grado di uccidere i superbatteri.
  • Attribuzione del giusto valore agli antibiotici, che richiede anche la raffinazione dei meccanismi di rimborsabilità.
  • Formazione degli operatori sanitari per migliorare i comportamenti in materia di antibiotico-resistenza.
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