Ottomila combinazioni di 4 o 5 farmaci testate in laboratorio sono risultate molto efficaci nel contrastare i cosiddetti “superbatteri”, quelli che stanno sviluppando la resistenza agli antibiotici e che dunque rappresentano una gravissima minaccia per la salute pubblica. Non a caso si stima che entro trenta anni questi letali microorganismi riusciranno a uccidere una persona ogni tre secondi, molto più del cancro. Grazie al mix di medicinali sperimentato dagli scienziati del Dipartimento di Ecologia e Biologia Evolutiva dell'Università della California di Los Angeles (UCLA), tuttavia, questo drammatico scenario potrebbe essere più lontano del previsto.

Gli studiosi, coordinati dai biologi Pamela Yeh e Van Savage, hanno iniziato la loro indagine studiando otto antibiotici che agiscono in modi diversi per uccidere il batterio Escherichia coli, uno degli agenti patogeni sempre più resistente ai farmaci. Avvalendosi anche di un super computer e metodi di bioinformatica, gli scienziati hanno testato tutte le combinazioni possibili con 4 o 5 dei farmaci presi in esame, scoprendo 1.676 mix da 4 farmaci e 6.443 mix di 5 farmaci sensibilmente più efficaci di quello che si aspettavano, per un totale di circa ottomila combinazioni. “Sono rimasto sconvolto da quante combinazioni efficaci sono emerse quando abbiamo aumentato il numero di farmaci”, ha dichiarato il professor Savage. I farmaci testati uccidono i batteri con diversi percorsi, ad esempio attaccando contemporaneamente la parete cellulare e il DNA.

Il segreto della nuova ricerca risiede nell'aver ‘scardinato' uno dei dogmi della medicina moderna, che vede nella combinazione di due o più antibiotici una riduzione dell'efficacia o un annullamento della stessa, e non un aumento nell'azione antibatterica. “C'è una tradizione nell'usare un solo farmaco, forse due”, ha dichiarato la professoressa Yeh. “Stiamo offrendo un'alternativa che sembra essere molto promettente, non dovremmo limitarci a singoli farmaci o a combinazioni di due farmaci presi dalla nostra ‘cassetta degli attrezzi' medici: ci aspettiamo che molte di queste combinazioni funzioneranno molto meglio degli antibiotici esistenti”, ha aggiunto la studiosa.

Benché i risultati ottenuti siano estremamente positivi, sono stati ottenuti soltanto in laboratorio, dunque ci vorranno anni prima di poterne vedere un'applicazione pratica in ambito clinico. D'altra parte, la minaccia dei super batteri è sempre più incombente, ed è necessario trovare nuove soluzioni per abbattere le barriere sollevate da numerosi patogeni, proprio a causa dell'uso sconsiderato degli antibiotici. Secondo un recente studio dello State Key Joint Laboratory of Environmental Simulation and Pollution Control dell'Università di Pechino la minaccia dei superbatteri è ancora più grave, dato che la resistenza agli antibiotici può diffondersi persino per via aerea come una malattia. I dettagli della promettente ricerca americana sono stati pubblicati sulla rivista scientifica npj Systems Biology and Applications.