La resistenza agli antibiotici dei batteri è un ‘potere' che può viaggiare e diffondersi anche per via aerea, moltiplicando a dismisura la pericolosità di quella che è già considerata una minaccia su scala globale. Non a caso si stima che entro il 2050 possa esserci un morto ogni 3 secondi a causa di microorganismi resistenti ai medicinali. A dimostrare i pericoli dell'inquietante metodo di diffusione un team di ricerca internazionale, guidato da studiosi dello State Key Joint Laboratory of Environmental Simulation and Pollution Control presso l'Università di Pechino. Al progetto hanno collaborato anche l'Università di New York, l'Università del Queensland, l'Institute of Environmental Engineering (ETH) di Zurigo e l'Università di Parigi-Est Creteil.

Ma cosa significa che la resistenza agli antibiotici può diffondersi nell'aria? È innanzitutto doveroso sottolineare che i batteri si riproducono principalmente per via asessuata, attraverso un processo noto come divisione semplice o scissione binaria: in pratica, la cellula madre si divide in due e genera due cellule figlie identiche che ereditano il suo DNA, compreso quello dei geni della resistenza agli antibiotici. Questo meccanismo si chiama trasferimento genico verticale. Ma i batteri hanno anche un altro modo per trasferire il DNA, ovvero la coniugazione batterica, che avviene attraverso un'appendice filamentosa chiamata pilo (pilus). Potete osservare il meccanismo nell'illustrazione sottostante. In parole semplici, il batterio si ‘coniuga' con il partner e il DNA viene trasferito attraverso il pilo (trasferimento genico orizzontale). L'aspetto incredibile è che i batteri possono catturare anche il DNA dei batteri morti, che lo disperdono nell'ambiente in appositi ‘pacchetti'. Poiché questi microorganismi – sia vivi che morti – si disperdono facilmente nell'aria, ecco spiegata la possibilità di far diffondere ovunque anche la resistenza agli antibiotici.

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Per dimostrare la portata del pericolo, il team guidato dall'Università di Pechino ha analizzato 30 geni batterici associati alla resistenza agli antibiotici dispersi nell'aria di grandi 19 città di tutto il mondo, tra le quali Pechino, Brisbane, Parigi, San Francisco, Zurigo e molte altre. Li hanno trovati praticamente ovunque: Pechino e Brisbane ne avevano una maggiore varietà, mentre a San Francisco sono stati trovati i livelli più elevati. Secondo gli scienziati, respirare questi geni può avere un impatto estremamente negativo sul nostro sistema immunitario, e favorire di conseguenza lo sviluppo della resistenza ai medicinali nei batteri che ci infettano. In alcune aree remote, dove la resistenza agli antibiotici non si registra, è possibile che si manifesti proprio attraverso il trasporto aereo dei geni batterici.

Per i ricercatori i principali vettori di questi batteri e geni dispersi nell'aria sono le acque reflue trattate con antibiotici, gli ospedali e i sistemi di alimentazione per l'allevamento, dai quali verrebbero sprigionati pericolosissimi aerosol in grado di diffondere la minaccia. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Environmental Science and Technology.

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