Un razzo lanciatore Ariane 5, decollato alle 23:20 (ora italiana) del 25 gennaio dalla base di Kourou nella Guyana francese, dopo l'accensione del secondo stadio ha smesso di comunicare col centro di comando, facendo perdere le proprie tracce. Dopo 28 lunghissimi minuti di silenzio, tuttavia, i due satelliti che trasportava hanno iniziato a inviare segnali ai rispettivi centri di controllo. In parole semplici, nonostante la mancata trasmissione della telemetria (che era attesa al centro di comando di Natal, in Brasile), il razzo è riuscito comunque a liberare il suo prezioso carico, come indicato prontamente dalla stessa Arianespace, la multinazionale francese che collabora con l'Agenzia Spaziale Europea per i lanci.

Il contatto con i due satelliti è stato accolto con grande entusiasmo dagli ingegneri, dato che serpeggiava l'idea di aver perso tutto in un incidente, ciò nonostante è emerso un altro problema, ancora parzialmente avvolto dal mistero. I satelliti sono stati sì rilasciati, ma non nell'orbita prevista. Ciò significa che dovranno allinearsi a quella originariamente programmata per funzionare secondo i piani. Al momento però, è noto solo il destino di uno dei due satelliti, il SES-14 della lussemburghese Airbus Defence and Space. Il dispositivo, costruito per fornire servizi di navigazione (sia marittima che aeronautica), banda larga in varie parti del mondo e comunicazioni wireless, è stato infatti definito in “buona salute”, e impiegherà circa un mese per spostarsi da dove si trova ora all'orbita geostazionaria prevista. Insomma, il satellite è salvo ed è un sollievo anche per la NASA, dato che equipaggia un suo costoso strumento scientifico chiamato GOLD (Global-scale Observation of the Limb and Disk).

Ignoto al momento il destino di Al Yah 3, un satellite costruito dalla Orbital ATK e dedicato alle telecomunicazioni. Sarebbe salvo anch'esso, ma non ci sono informazioni circa la sua posizione e il potenziale recupero dell'orbita prestabilita. Si attendono comunicazioni ufficiali.

Nessun lancio è esente da rischi, ma l'anomalia capitata all'Ariane 5 ha fatto correre un brivido gelato lungo le schiene di professionisti e appassionati di astronomia. Sarà infatti proprio questo modello di razzo a dover portare in orbita (nel 2019) il costoso Telescopio Spaziale James Webb, l'erede del celebre Hubble. Perderlo per un incidente provocherebbe ingentissimi danni economici (10 miliardi di dollari) e alla ricerca scientifica. Nelle scorse settimane la Roscomos, l'agenzia spaziale russa, ha gettato 45 milioni al vento perché ha lanciato un razzo con le coordinate sbagliate.

[Credit: Arianespace]