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Questo è il primo ‘pezzo’ dell’astronave del futuro di Musk che ci porterà su Marte

Il CEO di SpaceX e Tesla ha mostrato il gigantesco strumento attorno al quale verrà costruito il rivoluzionario BFR, il razzo lanciatore fuso a un'astronave che in futuro prenderà il posto dei Falcon e delle navette Dragon.

Svelata una componente chiave alla base del BFR (Big Falcon Rocket), l'imponente lanciatore fuso a un'astronave di SpaceX, il mezzo che in futuro sostituirà tutti i razzi Falcon e le capsule Dragon attualmente operativi della società. A mostrarla lo stesso fondatore, amministratore delegato e Lead Designer della compagnia aerospaziale, il sudafricano naturalizzato americano Elon Musk, sempre attivissimo sui social network. In SpaceX non c'è dunque neanche il tempo di festeggiare il successo del lancio inaugurale del colossale Falcon Heavy – quello che il 6 febbraio scorso rilasciò una Tesla Roadster ‘fra le stelle' – che già si pensa al suo rivoluzionario sostituto, anch'esso progettato principalmente per portare l'uomo su Marte.

L'immagine dell'enorme cilindro sul quale verrà plasmata la parte centrale del BFR – in passato conosciuto con l'acronimo di ITS, Sistema di Trasporto Interplanetario – è stata postata da Musk su Instagram, una scelta inconsueta, dato che normalmente il magnate di SpaceX pubblica i suoi annunci più suggestivi innanzitutto su Twitter. Ma cos'è esattamente ciò che viene mostrato nella fotografia? Non si tratta in realtà di un vero e proprio “pezzo” del BFR, ma uno strumento sul quale verrà costruita la sua preziosa carena, una sorta di calco. “Gli strati di resina flessibile di fibra di carbonio verranno posizionati strato dopo strato sull'attrezzo e quindi riscaldati per polimerizzarli. Dopo il riscaldamento, si resta con una sezione solida della fusoliera del razzo. Si tratta essenzialmente di una maschera in fibra di carbonio”, ha specificato Ryan Withman di Extreme Tech.

Una Tesla è stata posizionata di fianco al grosso cilindro per mostrare l'imponenza del BFR, che una volta concluso sarà alto ben 106 metri. La sua capacità di carico sarà di ben 150mila chilogrammi in orbita bassa terrestre (LEO), che è due volte e mezza quella del potente Falcon Heavy, dal quale il BFR erediterà parecchia tecnologia. Molto più potente dei razzi Saturn V che portarono l'uomo sulla Luna, l'astronave-razzo sarà totalmente recuperabile – a differenza degli attuali Falcon che lo sono in parte – e permetterà viaggi più economici verso Marte, l'obiettivo più ambizioso di Musk. Già si pensa alla costruzione di resort di lusso dove far soggiornare i primi, ricchissimi clienti.

I primi voli orbitali del BFR potrebbero avvenire già nel 2020, ma si tratta di una stima molto ottimistica, come ribadito dallo stesso Musk, non esattamente ‘puntuale' con parte dei suoi più ambiziosi progetti. I pionieri umani su Marte, come dichiarato più volte da SpaceX, dovrebbero sbarcare grazie al Falcon Heavy dopo un viaggio bordo delle ultime navette Dragon, tuttavia la rincorsa tecnologica potrebbe sparigliare le carte in tavola e mettere al centro della conquista del Pianeta rosso il BFR. Per ora l'obiettivo per il primo uomo su Marte resta il 2024, estremamente più ambizioso di quello della NASA, titubante anche innanzi alla data più ottimistica del 2035.

[Credit: Elon Musk/SpaceX]

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