Credit: Mikkel Høegh/Museo di storia naturale della Danimarca
in foto: Credit: Mikkel Høegh/Museo di storia naturale della Danimarca

Grazie al sequenziamento del DNA è stato dimostrato che uno strano cranio di cetaceo mai visto in natura apparteneva a un rarissimo e spettacolare ibrido tra un beluga (Delphinapterus leucas) e un narvalo (Monodon monoceros), un cosiddetto “narluga”. Sino ad oggi si riteneva che i due cetacei odontoceti appartenenti alla famiglia dei monodontidi non potessero incrociarsi fra loro; del resto si sono separati dall'antenato comune 5,5 milioni di anni fa, e l'ultimo “scambio genetico” noto fra le due specie risale a circa 1,25 milioni di anni fa. A determinare l'esatta natura del cranio è stato un team di ricerca internazionale guidato da biologi e genetisti del Museo di storia naturale della Danimarca, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Istituto delle risorse naturali della Groenlandia e del Dipartimento di Antropologia dell'Università di Trent, in Canada.

A beluga, B narluga, C narvalo. Credit: Mikkel Høegh/Museo di storia naturale della Danimarca)
in foto: A beluga, B narluga, C narvalo. Credit: Mikkel Høegh/Museo di storia naturale della Danimarca)

Una lunga storia. Tutto ha avuto inizio nel 1990, quando un cacciatore vide nelle acque della Groenlandia occidentale tre cetacei con un aspetto insolito. Erano di colore grigio, avevano le pinne pettorali da beluga e una pinna caudale che somigliava a quella del narvalo. Erano inoltre privi del caratteristico “unicorno” (in realtà un lunghissimo dente) del narvalo e la testa era diversa dalle due specie, abituali frequentatrici dei mari artici. Ne uccise uno e ne conservò il cranio, fin quando non decise di consegnarlo al Museo di storia naturale della Danimarca. Gli scienziati si accorsero subito che si trattava di qualcosa di mai visto, ma notarono le caratteristiche intermedie tra le due specie, ipotizzando sin da subito l'esistenza del narluga (non escludendo l'ipotesi di un narvalo malformato). La conferma che si trattava effettivamente di questo ibrido è arrivata solo adesso grazie allo studio coordinato dai professori Eline D. Lorenzen e Mikkel Skovrind dell'Università di Copenaghen. I ricercatori hanno sequenziato il DNA dell'intero genoma e quello mitocondriale, determinando che l'ibrido aveva una mamma narvalo e un papà beluga.

Caratteristiche uniche. La curiosa dentatura dell'ibrido e il confronto tra gli isotopi di carbonio con quelli di narvali e beluga ha fatto emergere che il “narluga” aveva anche una dieta diversa dalle specie genitrici, composta fondamentalmente da prede bentoniche (che si trovano sul fondo marino) e a maggiori profondità di quelle catturate normalmente dai narvali. Uno degli aspetti che affascina più gli scienziati è relativo alle notevoli divergenze nei caratteri sessuali secondari tra beluga e narvali, dunque si chiedono cosa possa aver spinto i genitori del narluga ad accoppiarsi. La speranza degli studiosi è riuscire a osservarne uno in natura , e forse non ci vorrà nemmeno troppo tempo. Recentemente, infatti, biologi del Group for Research and Education on Marine Mammals (GREMM) hanno documentato che un branco di beluga ha “adottato” un narvalo solitario perdutosi nell'oceano. I dettagli sul “narluga” sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.