Un branco di beluga (Delphinapterus leucas) ha adottato un narvalo (Monodon monoceros), un cetaceo simile ai primi – entrambe le specie appartengono alla famiglia dei monodontidi – ma che se ne differenzia per la colorazione e soprattutto l'iconica zanna, che può superare i 2,5 metri di lunghezza. L'insolito gruppo, formato da soli maschi, è stato filmato da un team di scienziati del Group for Research and Education on Marine Mammals (GREMM), un'organizzazione senza scopo di lucro con sede in Qebec (Canada) che si occupa della tutela di questi magnifici animali. Li hanno avvistati nel fiume San Lorenzo, un corso d'acqua che dal Lago Ontario si tuffa nell'Oceano Atlantico. È un dettaglio molto interessante, poiché il narvalo si trova a ben mille chilometri di distanza dal suo habitat naturale nell'Artico.

Credit: GREMM
in foto: Credit: GREMM

Che ci fa questa splendida e leggendaria creatura – la zanna è origine del mito dell'unicorno – in mezzo ai candidi beluga? La risposta, purtroppo non è positiva. Secondo gli scienziati, infatti, l'esemplare deve essersi spostato molto a sud a causa dei cambiamenti climatici che hanno fatto sciogliere il ghiaccio dell'Artico. Probabilmente, non trovando cibo alle consuete latitudini, deve essersi spinto più a sud in solitaria, fino a quando non si è imbattuto nel gruppo di “amici” beluga. Queste creature, analogamente alla maggior parte degli altri cetacei odontoceti, sono del resto molto sociali, e trovarsi sole e spaesate in un ambiente sconosciuto deve essere un vero e proprio choc. Basti pensare che gli esemplari dispersi possono scambiare le imbarcazioni per altri cetacei e ferirsi gravemente con le eliche del motore.

A rendere l'integrazione particolarmente curiosa il fatto che il narvalo ha iniziato a comportarsi esattamente come i beluga. Nuota costantemente al loro fianco, si immerge e riemerge con loro, fa fuoriuscire le bolle dallo sfiatatoio quando lo fanno gli altri e fraternizza continuamente con giochi sociali. Insomma, è perfettamente integrato e accettato dai suoi candidi compagni. Gli scienziati si chiedono anche se le due specie riescano a comunicare fra loro e a capirsi, dato che i versi emessi da beluga e narvali  sono differenti. Non ci sarebbe da stupirsi se il narvalo abbia iniziato a ‘parlare' il “belughese”: delfini tursiopi in cattività hanno infatti dimostrato di imparare a replicare i ‘dialetti' di altre specie di cetacei.

Non era la prima volta che questo narvalo veniva avvistato assieme al pod di beluga; si è trattato infatti del terzo anno consecutivo, come confermato dagli scienziati del GREMM dopo riscontri fotografici. Ciò significa che è ormai a tutti gli effetti un membro del gruppo. Poiché la sua specie è prossima a quella dei beluga, i biologi marini non escludono che possa accoppiarsi e riprodursi con qualche femmina dando vita a un ibrido, quello che gli scienziati chiamano “narluga”. Nel 1993 fu trovato il cranio di un cetaceo che aveva caratteristiche intermedie tra quelle di questi due cetacei, dunque non si esclude che simili aggregazioni possano essere più comuni di quel che si immagina.