Non solo mal di testa: chi soffre di emicrania spesso si trova ad avere anche altri fastidiosi sintomi, quali nausea, disturbi alla vista, vertigini, dolore addominale. Insomma, tanti fastidi che rendono la vita quotidiana davvero difficile. Mentre medici e scienza scavano sempre più a fondo per individuare le esatte cause di questo male così diffuso (le stime parlano di un’incidenza del 10-12% sull’intera popolazione), chi ne soffre lotta quotidianamente con i sintomi invalidanti che si sommano alle incombenze da lavoro, famiglia e impegni vari: secondo le ultime ricerche, più del 90% delle persone colpite da emicrania, durante un attacco, non riesce a svolgere le più normali attività.

Emicrania: cause e sintomi

L’emicrania è una malattia nota fin dall’antichità. Diversi fattori concorrono al suo insorgere: ereditarietà, stress, carenza di sonno e altri fattori, spesso “esterni” alle abitudini e allo stile di vita del singolo. A tale complessità di cause che scatenano la malattia corrisponde un altrettanto complesso mix di sintomi, che non si limitano a manifestarsi durante l’attacco vero e proprio, ma cominciano a insorgere in una fase prodromica. Uno o due giorni prima dell’arrivo dell’emicrania, infatti, si possono cominciare ad avvertire depressione, rigidità al collo, stitichezza, formicolii agli arti o disturbi alla vista. Una fase preliminare già abbastanza fastidiosa e invalidante, quindi, che sfocia poi nell’attacco vero e proprio. In questa fase, la cui durata è variabile e soggettiva, si sente un forte dolore pulsante alla testa, in una o più parti, accompagnato da nausea o vomito, dolori addominali, vertigini, disturbi alla vista e sensibilità alla luce, e alterazioni dello stato d’animo, quali irritabilità, agitazione, disturbi della concentrazione.

Un male tipicamente femminile

Grazie ad alcune ricerche, si è scoperto che l’emicrania è un male che colpisce in prevalenza il sesso femminile. Gli studi parlano di un’incidenza sulle donne di 3:1 rispetto agli uomini. In un periodo come il nostro, in cui la consapevolezza della discriminazione di genere è in crescita, anche prendere coscienza di questo dato è importante. Visti i sintomi invalidanti dell’emicrania, spesso chi ne è colpito non può recarsi al lavoro o non riesce a essere produttivo come invece è in normali condizioni di salute. Questo, se si continua a pensare che l’emicrania sia “un semplice mal di testa”, non fa che aumentare la distanza che ancora separa uomini e donne nell’ambiente lavorativo, penalizzando queste ultime.

Non solo mal di testa

L’emicrania è considerata una malattia invalidante a tutti gli effetti, proprio per tutti i sintomi da cui è accompagnata. Anche la sua durata, che va dalle 2 alle 72 ore, è di certo problematica: rimanere al buio per anche tre giorni, con la sensazione che la testa si stia letteralmente “spaccando” è limitante sotto ogni punto di vista nella sfera lavorativa, privata e sociale. Per cancellare quindi l’idea ancora molto diffusa che l’emicrania sia “solo un mal di testa”, Teva Italia ha lanciato la campagna è stata ​Il diritto di passare in testa,​ in cui tre donne (scelta non casuale, visto anche il dato sull’incidenza prevalentemente femminile della malattia) raccontano le loro storie e riflettono su dove sarebbero potute arrivare, se l’emicrania non si fosse messa di traverso impedendo loro di svolgere alcune attività quotidiane. Racconti sinceri e diretti, che aiutano ad accendere una luce sulle conseguenze di questa malattia tanto diffusa e complessa, ma ancora così sottovalutata.