Chi è affetto da emicrania, lo sa: non è un semplice mal di testa. È un dolore invalidante, che ha spesso un forte impatto sulla vita quotidiana di chi ne è colpito, rendendogli praticamente impossibile svolgere le più normali mansioni. Non è un caso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne abbia parlato, nel 2001, come di una tra le patologie con il maggior impatto socio-sanitario: quando l’emicrania colpisce, è difficile, se non impossibile, lavorare, uscire di casa, studiare. Scavando nella storia di questo disturbo, sono emersi dati impressionanti, ma anche qualche curiosità che, seppur non in grado di alleviare il dolore, può forse strappare un sorriso a chi ne soffre.

Emicrania: dati alla mano 

Per capire la gravità dell’emicrania, basta forse un semplice dato: l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha collocata al secondo posto nella classifica delle malattie che causano disabilità, salvo poi metterla al primo posto quando si parla di soggetti di età inferiore ai 50 anni (dati aggiornati nel 2017). Non è certo difficile spiegare perchè l’emicrania sia così disabilitante: agli attacchi di mal di testa ricorrenti, a volte moderati e a volte gravi, che possono durare dalle 4 alle 72 ore, si aggiungono altri sintomi, quali nausea, vomito e sensibilità alla luce (fotofobia) e al suono (fonofobia) che aggravano la condizione di chi è già sofferente. Proprio per informare su questa patologia così invalidante Teva Italia ha promosso la campagna Il diritto di passare in testa: tre testimonianze di tre donne che soffrono di emicrania, che raccontano e riflettono su quanto questa abbia influito sulle loro vite personali, professionali e sentimentali. Questo disturbo, infatti, rappresenta un ulteriore fattore che può incidere nell’ambito della già complessa questione sulla diseguaglianza di genere: il tasso di incidenza dell’emicrania è maggiore per il genere femminile, con un rapporto di 3:1 rispetto agli uomini. Oltre a questi dati, a rendere ancora più complesso il quadro, ci si mette la storia: a quanto pare, infatti, l’emicrania non è un male solo del nostro tempo.

Breve storia dell’emicrania 

Oggi, le conoscenze più approfondite sui meccanismi del sistema nervoso permettono di delineare meglio i processi molecolari che portano allo sviluppo dell’emicrania; nei soggetti che ne soffrono, i fattori scatenanti possono essere diversi: tra questi stress, ansia, fattori ambientali, e cambiamenti climatici. Chi pensa però di imputarne le cause esclusivamente ai ritmi ansiogeni del nostro tempo, resterà sorpreso: pare che già nell’antico Egitto ci fossero soggetti affetti da emicrania, lo testimonia un papiro scritto intorno al 1500 a.C. Certo, allora pare che la causa di questo male fosse identificata con l’azione di demoni, ma questo poco conta. L’emicrania con aura, ancora oggi molto diffusa, fu invece descritta nientemeno che da Ippocrate, mentre a dare a questa malattia il nome che ancora oggi usiamo fu Galeno, medico del II-III secolo d.C. Negli anni, l’emicrania fu studiata, approfondita, classificata e ne furono cercate le cause nei più diversi ambiti: oltre ai già citati demoni egizi, c’è stato chi l’ha collegata a umori che dal fegato si muovono verso la testa, chi a eventi legati alla vita delle donne come la menopausa, chi alla melanconia. Insomma, nonostante l’emicrania accompagni l’essere umano da diversi secoli e nonostante le tante interpretazioni fornite, ancora rimane un male su cui tanto c'è da scoprire.

Mal comune… 

A risollevare l’umore di chi ne è colpito, allora, può forse essere questa curiosità: tra le tante persone che, nel corso dei tempi, hanno sofferto di emicrania ci sono anche nomi illustri. Nel mondo letterario, possiamo citare la scrittrice Virginia Woolf e Giacomo Leopardi; fra i musicisti compare Frederic Chopin; spostandoci invece nel mondo delle scienze incontriamo Charles Darwin e Sigmund Freud. A ben vedere non sembra essere un caso il fatto che, nonostante l’emicrania colpisca prevalentemente il genere femminile, la maggior parte dei personaggi famosi sopra citati siano uomini. Insomma, niente vieta a chi soffre di emicrania di consolarsi con questo elenco di personalità di spicco, pensando che forse, oltre alla malattia, ci siano anche doti artistiche o un particolare acume in comune.