Credit: marcelokato
in foto: Credit: marcelokato

Nella baia di Kāne'ohe, alle isole Hawaii, sono stati scoperti dei “super coralli” in grado di resistere a condizioni di temperature elevate e acidificazione delle acque molto stressanti, manifestando un livello di resilienza sensibilmente superiore rispetto a quello di esemplari presenti in altre zone. Questa incredibile resistenza è stata accolta con entusiasmo dagli scienziati, che sperano di salvare le barriere coralline dai catastrofici effetti del riscaldamento globale catalizzato dai cambiamenti climatici.

Coralli speciali. A descrivere i super coralli sono stati i due scienziati Christopher P. Jury e Robert J. Toonen dell'Istituto di Biologia marina presso l'Università delle Hawaii di Manoa. I ricercatori si sono concentrati sui coralli presenti nella baia di Kāne'ohe, poiché in passato, tra gli anni '30 e gli anni '70, le loro popolazioni furono letteralmente sterminate dall'essere umano. Nella baia furono infatti rilasciate ingenti quantità di acque reflue e liquami, che sottoposero i coralli a condizioni di pH e temperature estreme. Ben il 95 percento di essi fu portato allo sbiancamento, il processo che conduce i polipi a morire di fame. In parole semplici, quando la temperatura dell'acqua supera una certa soglia, le alghe simbionti dei coralli non riescono più a produrre il nutrimento di cui hanno bisogno e vengono espulse; i coralli, che devono i loro colori sgargianti proprio alla presenza di queste alghe, diventano così bianchi. Se le alghe non tornano in breve tempo sono destinati a morire di fame. Ecco perché il riscaldamento globale è una minaccia estrema per le barriere coralline, che rischiano letteralmente di sparire entro pochi decenni. Ma torniamo ai coralli di Kāne'ohe. Alla fine degli anni '70 si prese coscienza del disastro ambientale, le acque reflue furono deviate e i coralli tornarono (lentamente) a ripopolare quasi tutte le scogliere. Si trattava dei figli dei pochi superstiti alla strage.

L'esperimento. I due autori dello studio hanno prelevato alcuni dei coralli dalla baia e li hanno portati in laboratorio assieme ad esemplari prelevati altrove, per sottoporli a “stress test” e verificare il loro grado di resistenza ai cambiamenti di pH e temperature elevate. Ebbene, i coralli di Kāne'ohe non solo crescevano più del doppio degli altri in condizioni sfavorevoli, ma erano anche molto più resilienti. Questo adattamento dei super coralli suggerisce che sparsi per il mondo potrebbero essercene altri di altrettanto resistenti, inoltre non si esclude di poterli utilizzare in futuro per poter ricolonizzare barriere coralline ormai sbiancate. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences.