Alla data odierna, venerdì 26 giugno, sulla base della mappa interattiva sviluppata dall'Università Johns Hopkins nel mondo risultano circa 9,6 milioni di contagiati dal coronavirus SARS-CoV-2 e 489mila decessi (in Italia si registrano 239.706 infezioni e 34.678 morti). I numeri sono in costante crescita e la curva epidemiologica su scala globale continua ad accelerare, benché si evidenzino significative differenze tra Paese e Paese, con alcuni che hanno superato il picco della prima – e si spera ultima – ondata di contagi. Questi numeri dimostrano che l'impatto della pandemia a livello sanitario è stato catastrofico, ma gli strascichi sociali ed economici – legati soprattutto alle misure di contenimento come i lockdown – sono stati altrettanto devastanti. E lo saranno ancora a lungo.

Per monitorare la situazione globale e offrire preziose informazioni a istituzioni, enti sanitari e decisori politici, tre agenzie spaziali hanno deciso di unire le proprie forze in una collaborazione senza precedenti, creando un database con i dati raccolti da vari satelliti per offrire una panoramica privilegiata sugli effetti della COVID-19 (l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2) nel mondo intero. Le agenzie coinvolte sono la NASA americana, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), che in seno a una teleconferenza hanno presentato la piattaforma “COVID-19 Earth Observation Dashboard”. Potete consultarla sul sito eodashboard.org.

Ma di cosa si tratta esattamente? Come indicato, è un contenitore di dati raccolti da diversi satelliti durante l'evoluzione della pandemia, e mostra le conseguenze dei lockdown e di altre misure "anti COVID" sulla base di diversi indicatori che abbracciano tre macro aree: economia, agricoltura e ambiente. In parole semplici, la dashboard mostra una mappa del mondo, e cliccando sulle aree per le quali sono disponibili i dati, è possibile verificare quali sono stati i cambiamenti. Per quanto concerne gli indicatori economici, ad esempio, è possibile osservare l'impatto sugli scambi commerciali nei porti; sul traffico negli aeroporti; sulla produzione di metalli; sulle attività edili; sull'inquinamento luminoso e altro ancora. Gli indicatori agricoli indicano invece la produttività, come quella degli asparagi in una regione della Germania (compromessa dall'impossibilità dei lavoratori di spostarsi). Gli indicatori ambientali si riferiscono invece alla qualità dell'aria e dell'acqua, oltre che alla concentrazione dei gas a effetto serra. Tra i satelliti coinvolti nella raccolta dati figurano i Sentinel della missione Copernicus dell'ESA; Suomi, Aura e Oco-2 della NASA; e Gosat e Alos-2 dell'agenzia spaziale giapponese.

Le informazioni sono particolarmente utili ai responsabili politici, che possono intervenire e prendere decisioni laddove dovessero emergere criticità nella gestione della pandemia. È noto ad esempio che i dati satellitari sul traffico sono stati utilizzati anche dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Al momento i dati della dashboard non sono moltissimi, ma verranno rimpinguati e aggiornati costantemente, offrendo un quadro d'insieme estremamente prezioso. “Le nostre tre agenzie spaziali hanno capito che combinando le forze potevamo offrire un set di dati e strumenti analitici ancora più potente per monitorare questa crisi così rapida. Nei prossimi mesi aggiungeremo nuovi dati e nuove sezioni nella piattaforma: speriamo di imparare molto dai dati raccolti mentre il mondo si riprende dalla pandemia”, ha dichiarato il dirigente della NASA Thomas Zurbuchen. A questo link potete vedere un videotutorial che spiega come consultare la mappa.