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2 Novembre 2021
12:57

Quanto hanno inquinato i leader mondiali per andare alla COP26 con l’aereo privato

Centinaia di aerei privati sono atterrati in Scozia per portare i potenti della Terra, rappresentanti istituzionali e copiose delegazioni alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26), che si sta tenendo in questi giorni a Glasgow. Una vera e propria invasione che sta provocando una significativa emissione di anidride carbonica in atmosfera, proprio il gas a effetto serra che i leader mondiali dovrebbero combattere.
A cura di Andrea Centini
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Secondo il recente studio “The contribution of global aviation to anthropogenic climate forcing for 2000 to 2018” pubblicato su Atmospheric Environment” i viaggi in aereo rappresentano una componente significativa dell'impatto umano sui cambiamenti climatici, con dati in costante peggioramento a causa dell'incremento di flotte e rotte. Basti pensare che secondo la ricerca condotta da scienziati del Center for Aviation, Transport anche Environment della Manchester Metropolitan University, dal 1940 al 2018 il traffico aero ha immesso in atmosfera ben 32,6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, di cui circa la metà negli ultimi due decenni. Nel complesso, spiegano il professor David Lee e i colleghi, i voli in aereo sono responsabili del 3,5 percento dell'impatto umano sul riscaldamento globale. Ovviamente non tutti i velivoli inquinano alla stessa maniera, ma è indubbio che quelli privati, soprattutto se condotti con grandi aerei, hanno un'impronta climatica per passeggero sensibilmente superiore a un volo di linea, che di norma trasporta un gran numero di persone. È un problema del tutto analogo a quello del turismo spaziale per i super ricchi. Il fatto che i leader mondiali per recarsi alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) attualmente in corso di svolgimento a Glasgow (Scozia) abbiano utilizzato ben 400 voli privati è ipocrita e lancia un messaggio completamente sbagliato a chi dovrebbe seguire il buon esempio, cioè l'intera umanità. Siamo innanzi al classico “predicare bene e razzolare male”, al netto di eventuali considerazioni su sicurezza dei potenti e logistica.

Ma quanto sta inquinando esattamente questa copiosa flotta di jet privati che si è riversata nello spazio aereo scozzese? Secondo le stime del Sunday Mail, le centinaia di jet che hanno portato a Glasgow i leader mondiali – oltre e svariati rappresentanti e delegazioni “verdi” – immetteranno in atmosfera ben 13mila tonnellate di anidride carbonica, che è quanto prodotto da 1.600 cittadini britannici nell'arco di un intero anno. A pesare su questa elevata concentrazione di CO2 anche il fatto che gli aeroporti di Glasgow ed Edimburgo sono praticamente saturi, pertanto molti aerei istituzionali, dopo aver lasciato a terra le delegazioni, si sono dovuti spostare (vuoti) in altri aeroporti minori/militari per trovare un parcheggio. Altri hanno volato in circolo per decine di minuti in attesa di poter atterrare. Il dottor Matt Finch di Transport and Environment, ha dichiarato al Daily Record che “Il jet privato medio – e non stiamo parlando dell'Air Force One – emette due tonnellate di CO2 per ogni ora di volo”. “Non si sottolinea abbastanza quanto i jet privati siano dannosi per l'ambiente, è il modo peggiore di viaggiare per miglia. La nostra ricerca ha scoperto che la maggior parte dei viaggi potrebbe essere facilmente completata su voli di linea. I jet privati sono molto prestigiosi, ma è difficile evitare l'ipocrisia di usarne uno mentre si afferma di combattere il cambiamento climatico”, ha aggiunto causticamente l'esperto.

Un cittadino medio, qualunque cosa faccia (dai viaggi ai consumi domestici), complessivamente in un anno immette 8 tonnellate di CO2 in atmosfera. Poiché si ritiene che a Glasgow arriveranno circa un migliaio di persone tra leader mondiali e rappresentanti vari, ciascuno di essi a causa dei voli privati utilizzati per arrivare alla COP26 inquinerà più di una persona comune in 12 mesi. Le delegazioni provenienti dall'Europa impiegheranno mediamente quattro ore per andare e tornare dalla Scozia, mentre altri 300 voli extra europei saranno in aria anche fino a 20 ore ciascuno. Buona parte delle copiose emissioni che ne deriveranno si sarebbe potuta evitare sfruttando i voli di linea, ben collegati al Regno Unito. Un volo privato, del resto, mediamente emette dieci volte più gas serra per persona rispetto al medesimo viaggio su un volo di linea e ben 150 volte in più rispetto a un viaggio in treno. Questo appunto è stato fatto soprattutto a Boris Johnson, che ha parlato di “un minuto all'apocalisse” durante il suo intervento, ma che ha deciso di tornare a Londra da Glasgow col suo volo privato, invece di prendere un treno che sarebbe rientrato in 4,5 ore. Anche il Principe Carlo è tornato in Inghilterra dal G20 di Roma con un aereo privato, ma diverso da quello del premier, sebbene entrambi i voli abbiano in parte utilizzato carburante “sostenibile”, come riportato dal Guardian. Ma tra i leader impegnati impegnati alla COP26 chi sta inquinando di più è sicuramente il presidente americano Joe Biden, con quattro aerei (compreso l'Air Force One), l'elicottero Marine One e una flotta di decine e decine di auto e SUV del suo corteo, la stessa che ha paralizzato Roma durante il G20 e che segue il presidente USA nei suoi spostamenti.

Monica Lennon, membro del partito laburista scozzese e portavoce di Labour Net Zero, ha affermato che “volare su un jet privato affermando di voler affrontare con forza l'emergenza climatica è davvero una pura ipocrisia climatica”. “Tranne nei rari casi in cui non c'è altra opzione – per esempio alcuni Stati del sud del mondo che non hanno voli di linea disponibili –, si invia un messaggio completamente sbagliato”, ha aggiunto la politica. Certo, chiedere al presidente USA di non utilizzare l'Air Force One è inconcepibile, in particolar modo per questioni di sicurezza, ma è indubbio che si possa fare di più e (molto) meglio in queste circostanze. A maggior ragione se si considera che questi leader stanno raccomandando alle persone comuni che per combattere i cambiamenti climatici è preferibile prendere un treno anziché l'aereo. Per dare davvero il buon esempio, alla luce della gravità della situazione, molti di essi avrebbero potuto raggiungere la Scozia almeno a bordo di un aereo di linea (quando non in treno), come sottolineato a più riprese dalle associazioni ambientaliste.

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