Sperimentata in Italia per la prima volta al mondo una terapia pre-operatoria che può ‘sciogliere' completamente il tumore al seno. Il trattamento si basa su due farmaci antitumorali già noti – il Trastuzumab e il Pertuzumab – il cui mix viene somministrato con una rapida iniezione sottocutanea prima dell'intervento chirurgico.

Teatro dell'innovativa procedura l'Istituto Nazionale Tumori IRCCS di Napoli “Fondazione G. Pascale”, un'eccellenza della sanità italiana dove si offre il maggior numero di trattamenti sperimentali del nostro Paese per sconfiggere il cancro al seno. Sono ben sessanta quelli coordinati dal professor Michelino de Laurentiis, il direttore dell'Oncologia senologica del Pascale, che ha guidato anche la pionieristica infusione dei due anticorpi monoclonali.

Il trattamento, praticato su una paziente ricoverata nella struttura campana, non è tuttavia applicabile a tutte le forme di cancro al seno, ma solo a quella definita in gergo medico “HER 2 positivo”, cioè che presenta molti recettori di tipo 2 del fattore di crescita epidermico umano. Si tratta di carcinomi aggressivi molto diffusi; delle 56mila donne che si ammalano in Italia di cancro al seno ogni anno, infatti, ben 10mila sono colpite da questa forma.

“La combinazione di Trastuzumab e Pertuzumab, due farmaci biologici che nella formulazione tradizionale sono somministrati per via endovenosa – ha sottolineato de Laurentiis, – è il trattamento potenzialmente più efficace nella terapia pre-operatoria del tumore al seno ‘HER2-POSITIVO’, in grado di far letteralmente ‘sciogliere’ e sparire questo tipo di cancro nella maggior parte dei casi”. I due anticorpi riescono a ridurre la massa tumorale nel 95 percento dei casi, e nel 70/80 percento la eliminano completamente.

Benché si tratti di un risultato eccezionale, va tenuto presente che la combinazione dei due farmaci non è ancora rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale, dunque al momento può essere applicata gratuitamente solo nell'ambito di terapie altamente sperimentali e in pochissimi centri specializzati, come appunto l'Istituto Nazionale Tumori IRCCS di Napoli “Fondazione G. Pascale”. I ricercatori della struttura partenopea sono recentemente balzati agli onori della cronaca anche per aver creato la “Pizza Pascalina” (dal nome del centro), ideata per proteggere proprio dai tumori e la salute del cuore.