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Creato in laboratorio un vaccino liofilizzato rivoluzionario contro la poliomielite che potrebbe eradicare definitivamente questa malattia. Nonostante essa sia un lontano ricordo nei Paesi occidentali – anche se il rischio di epidemie c'è anche in Europa -, vi sono diverse aree del mondo dove essa è ancora endemica o comunque presente. Fra i Paesi interessati vi sono Siria, Papua Nuova Guinea, Pakistan, Afghanistan e Nigeria. Grazie alla campagna di eradicazione promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) i casi sono in netto calo in tutto il mondo – nel 2017 sono stati registrati soltanto 17 casi –, ciò nonostante la poliomielite continua a far paura. Per abbatterla definitivamente non serve solo un vaccino efficace, ma anche uno stabile che possa essere conservato stabilmente a temperatura ambiente e trasportato ovunque con facilità.

Se per il morbillo, febbre tifoide e altre patologie gli scienziati sono riusciti a mettere a punto vaccini liofilizzati da reidratare all'occorrenza, per la poliomielite – una malattia che crea paralisi ed è potenzialmente letale – fino ad oggi non ci era ancora riuscito nessuno. A colmare questa lacuna è stato un team di ricerca dell'autorevole Scuola di Medicina Keck presso l'Università della California del Sud, che ha sviluppato una nuova tecnica di liofilizzazione con la collaborazione della società biotecnologica Integrity Bio Inc. “La stabilizzazione non è una scienza missilistica, quindi la maggior parte degli accademici non presta molta attenzione a questo campo”, ha dichiarato il dottor Woo-Jin Shin dell'ateneo americano e primo autore dello studio. “Non importa quanto sia meraviglioso un farmaco o un vaccino, se non è abbastanza stabile da essere trasportato, non fa molto bene a nessuno”. Ha aggiunto lo studioso.

Shin e colleghi hanno condotto vari esperimenti con la cromatografia liquida e lo screening ad alto rendimento, fino a ottenere la composizione per un vaccino antipolio perfettamente liofilizzato in polvere. Il farmaco sperimentale può essere conservato a temperatura ambiente e idratato al momento del bisogno. Testato sui topi, è riuscito a proteggerli al 100 percento dalla malattia. Sarà naturalmente necessario confermare i risultati sull'essere umano, ma se tutto andrà come previsto il nuovo vaccino potrebbe superare i limiti del vaccino attuale IPV, che non è sufficientemente stabile per essere purificato, trasportato e immagazzinato in condizioni non refrigerate. Il nuovo farmaco potrebbe eliminare anche il rischio della cosiddetta poliomielite paralitica associata al vaccino. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista mBio.