Inizia ufficialmente la primavera: alle 4:30 del mattino del 20 marzo ha luogo l'equinozio di marzo che porta ufficialmente la dolce stagione con sé. Per poche ore, viene smentito il vecchio adagio per cui "A San Benedetto la rondine torna al tetto": e, del resto, anche questi teneri volatili, simbolo indiscusso della rinascita della natura, hanno sempre più difficoltà a trovare il proprio posto nel mondo.

L'equinozio si anticipa

Il momento in cui il Sole si trova perfettamente perpendicolare all'equatore terrestre, ossia allo zenit, avviene in due occasioni durante l'anno, ossia a marzo e a settembre, generando i soli due giorni in cui il dì e la notte si equivalgono per durata (in realtà l'atmosfera terrestre anticipa e prolunga la permanenza della luce sul Pianeta): da qui il termine equinozio, ossia notte uguale. Per la verità, però, l'equinozio di primavera sta sempre più "prendendo le distanze" dalla data in cui ricorre la celebrazione del santo da Norcia: negli ultimi anni, infatti, la primavera è entrata spesso il 20 di marzo. Dall'inizio del nuovo millennio, ad esempio, soltanto nel 2003 e nel 2007 l'equinozio si è verificato di 21 marzo e tra una ventina d'anni inizieremo ad assistere ad equinozi del 19 marzo.

L'equinozio nei Pesci

Questo accade in ragione di un fenomeno noto come precessione degli equinozi che è diretta conseguenza di due fattori:  la forma non perfettamente sferica del geoide terrestre e l'attrazione gravitazionale esercitata dalla Luna e dal Sole; sostanzialmente queste due forze agiscono tentando di allineare l'asse terrestre con la perpendicolare al piano dell'eclittica, su cui l'asse è, invece, inclinato. Questo provoca lo spostamento della linea degli equinozi (che congiunge i due punti in cui si verificano, a marzo e settembre) ed ha modificato, nel tempo, il punto in cui si trova il Sole al momento dell'equinozio di primavera, ossia non più nella costellazione dell'Ariete bensì in quella dei Pesci.

In ogni caso – grazie al calendario gregoriano e al complesso sistema degli anni bisestili – l'evento cade sempre nello stesso periodo e non ci si dovrebbe ritrovare, a lungo andare, con delle eccedenze di giorni o degli slittamenti tra calendario e cicli delle stagioni come era accaduto con il calendario giuliano, poi sostituito da quello gregoriano. Al massimo dovremo ingegnarci per cambiare proverbi e, in futuro, trovare qualcosa che faccia rima con "San Giuseppe".