Qualche giorno ha fatto il giro del web l'ennesima dichiarazione che schiera i cani contro i gatti. Secondo il neuroeconomista Paul Zak, ad amare di più gli esseri umani sarebbero i cani e non i gatti. Insomma, ancora una volta l'antropocentrismo si posiziona nel bel mezzo dell'universo per dettare legge sulle relazioni. A confermare questa teoria sarebbe la quantità di ossitocina rilasciata dagli animali presi in esame, ma andiamo per punti.

Iniziamo con il dire che la ricerca che afferma tanta disparità di affetto non è stata pubblicata e fa parte di una serie televisiva della BBC2 intitolata “Cats v Dogs” (Gatti contro Cani) che cerca di definire, una volta per tutte, quale fra i due 4 zampe sia il perfetto amico per l'essere umano. Lo studio di Paul Zak si concentra su uno specifico ormone che noi umani abbiamo ribattezzato “ormone dell'amore”: l'ossitocina. Questo infatti viene prodotto dal nostro corpo quando siamo innamorati, durante l'allattamento e in generale quando abbiamo a che fare con qualcuno a cui vogliamo bene o verso il quale proviamo emozioni positive.

Partendo da questa consapevolezza, lo studio ha pensato di misurare la quantità di ossitocina nella saliva di 10 cani e 10 gatti prima e dopo l'interazione con il proprio amico umano. I dati raccolti hanno dimostrato che i cani rilasciano una quantità di ossitocina 5 volte superiore a quella rilasciata dai gatti.

Possiamo davvero credere che l'amore dei nostri cani e gatti possa essere limitato all'ossitocina?

Per sfatare questo studio basta innanzitutto prendere in considerazione il fatto che è stato svolto all'interno di un laboratorio, quindi fuori casa. I gatti sono notoriamente animali territoriali che si sentono a proprio agio in un contesto a loro conosciuto, come quello domestico, e che non dipendono dal proprietario come avviene per i cani, i quali hanno più facilità ad affidarsi all'uomo, senza contare che sono più abituati ad uscire e conoscere nuovi ambienti, spesso infatti i gatti sono relegati alle mura dell'abitazione, al di fuori della quali non conoscono null'altro. Questo significa che all'interno del laboratorio, per quanto ci fossero gli amici umani, i gatti probabilmente non si sentivano a loro agio e di conseguenze il rilascio di ossitocina può essere stato influenzato al ribasso.

Non possiamo paragonare cani e gatti in quanto si tratta di animali molto diversi fra loro, mossi da motivazioni e dinamiche relazioni differenti. I cani sono animali sociali, vivono in branco e tendono ad affidarsi all'uomo, i gatti sono territoriali e preferiscono instaurare un rapporto di convivenza.

Noi umani possiamo preferire uno o l'altro tipo di rapporto e di convivenza che può nascere con questi animali, ma non possiamo pretendere di definire “migliore” il cane o il gatto a prescindere. Possiamo al massimo considerare “più adatto” a noi Fido o Micio.

A limitare l'essere umano è forse l'approccio dualistico nei confronti dell'esistenza dove tutto deve e può essere classificato come “buono vs cattivo”, “giusto vs sbagliato”, “migliore vs peggiore”, “simpatico vs antipatico”, quando invece nella quotidianità la relatività dei rapporti è ciò che ci permette di vivere, amare, essere felici, essere tristi ecc…

Chi vive con un cane, così come chi vive con un gatto, sa benissimo quanto questi animali siano in grado di amare e far sentire amati, ma noi siamo sicuri di fare abbastanza per rendere felici i nostri amici a 4 zampe?

[Foto copertina di Roger H. Goun]