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Perché l’Emilia Romagna ha deciso di catturare e uccidere col gas tutti gli scoiattoli grigi

Con un atto amministrativo dedicato, l’Emilia Romagna ha deciso eliminare col gas (anidride carbonica) tutti gli scoiattoli grigi presenti sul territorio regionale. I roditori saranno attirati con trappole apposite ed eliminati immediatamente sul posto. La decisione è stata presa in virtù dell’invasività della specie, che non fa parte della fauna nativa italiana. Ma lo sterminio sistematico non è l’unica soluzione al problema.
A cura di Andrea Centini
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Un esemplare di scoiattolo grigio
Un esemplare di scoiattolo grigio

La Regione Emilia Romagna ha annunciato che darà il via a un programma di eradicazione degli scoiattoli grigi nordamericani (Sciurus carolinensis) su tutto il territorio. In parole semplici, catturerà e ucciderà sistematicamente – gasandoli con l'anidride carbonica – tutti gli esemplari di questo roditore. La decisione, nata in seno al progetto EC-SQUARE già avviato da altre Regioni italiane (Liguria, Lombardia, Piemonte e Umbria), è legata al fatto che lo scoiattolo grigio non è una specie autocotona, ovvero naturalmente presente negli ecosistemi italiani, ma è stata introdotta dall'uomo in passato per “abbellire” parchi e altri aree verdi cittadine, senza pensare alle conseguenze sugli equilibri ecosistemici. La specie è infatti considerata tra le cento più invasive (all'85esimo posto) al mondo dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e determina problematiche ecologiche significative.

Lo scoiattolo grigio occupa innanzitutto la medesima nicchia ecologica del nostrano scoiattolo comune o scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris) e, poiché la specie americana è molto più adattabile, resistente e intraprendente, in molte aree ha ne determinato la scomparsa, fino a minacciare intere popolazioni. Oltre a danneggiare severamente lo scoiattolo rosso, quello grigio è ritenuto responsabile di danni alla vegetazione – la rimozione della corteccia dagli alberi, ad esempio, favorisce la diffusione di parassitosi e altre malattie nelle piante -, inoltre arreca danni alle coltivazioni di nocciole e ad altre specie di animali, compresi alcuni uccelli.

È una situazione ritenuta inaccettabile da zoologi, ecologi e altri esperti di conservazione naturale; non a caso si discute da decenni di eradicazione degli scoiattoli grigi americani, non solo dall'Italia, ma anche da tutti gli altri Paesi europei in cui sono stati introdotti con incoscienza e scarsa lungimiranza. Ora, attraverso il piano EC-SQUARE, in Emilia Romagna come altrove si è deciso di intervenire attivamente catturando e uccidendo tutti gli esemplari avvistati. Come spiegato nel documento di 15 pagine “Modalità attuative di intervento per il rilevamento precoce e l'eradicazione rapida dello scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) in Emilia-Romagna” pubblicato dalla Regione – potete consultarlo in PDF cliccando sul seguente link -, verranno inviate squadre di 1 – 2 operatori per monitorare le aree dove proliferano gli scoiattoli e procedere alla cattura di quelli grigi con apposite trappole.

Il personale lascerà nell'area individuata trappole senza innesco per quindici giorni, al fine di far abituare gli scoiattoli; successivamente alternerà cicli di innesco e disinnesco per i prelievi. Le trappole verranno controllare due volte al giorno per lasciar meno tempo possibile gli animali catturati all'interno delle stesse. Gli esemplari intrappolati verranno catalogati (peso, sesso, dimensione del piede posteriore etc etc) e uccisi direttamente sul posto, gasandoli con l'anidride carbonica. Gli scoiattoli saranno “sottoposti a eutanasia in loco, attraverso l’utilizzo di CO2, somministrata agli animali trasferiti in contenitori ermetici di plastica rigida di volume pari a 10 litri. La soppressione degli animali catturati con il trappolaggio deve avvenire nel minor tempo possibile dal momento della cattura”, si legge nel documento in PDF.

Al netto delle problematiche causate da questi roditori, è indubbio che siamo innanzi a una pratica crudele che porterà alla morte un numero significativo di esemplari. Come sempre gli animali non hanno alcuna colpa, ma sono i nostri comportamenti scellerati a determinare conseguenze drammatiche per l'ambiente. Lo sterminio, tuttavia, non è l'unica soluzione. Nel Regno Unito, ad esempio, dove sussiste il medesimo problema, si è deciso di risolverlo in modo incruento. Semplicemente, si è deciso di sterilizzare gli scoiattoli grigi attraverso un farmaco orale somministrato con una deliziosa crema alle nocciole. Il metodo in fase di sperimentazione è supportato anche dagli ecologisti, tenendo anche presente che le eliminazioni non hanno portato ad alcun risultato. Perché non puntare alla medesima strategia con gli esemplari presenti in Italia? Gli scoiattoli grigi, del resto, cercano solo di sopravvivere e naturalmente non sono consapevoli del danno ecologico che arrecano, determinato solo e soltanto per colpa nostra, esattamente come quello provocato dai gatti ai danni della fauna selvatica. Non è un caso che le associazioni animaliste stiano spingendo per l'adozione di programmi di contenimento incruenti, senza passare per lo sterminio sistematico.

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