Tanta paura, perché a 400 km di distanza dalla superficie terrestre tutto può essere pericoloso. Per Luca Parmitano la seconda passeggiata nello Spazio si è conclusa in anticipo a causa di un problema del tutto inatteso. L'astronauta italiano ha segnalato in un primo momento la presenza abbondante di un liquido sulla nuca, pensando ad una sudorazione eccessiva. "Ho tanta acqua nel casco, l’ho assaggiata e non si tratta di acqua potabile", ha detto il militare catanese. Chris Cassidy, il veterano americano che ha accompagnato il coinquilino dell'ISS, ha confermato a vista la presenza di acqua nel casco del collega italiano. La Nasa, da sempre restia ad ordinare un'interruzione, ha disposto il rientro immediato dei due cosmonauti. Una volta tornati all'interno della stazione spaziale, Cassidy e Karen LuJean Nyberg hanno aiutato Parmitano, impossibilitato a parlare e a sentire fino a poco prima, a levare il casco. Il militare italiano aveva perso circa un litro di acqua, di cui metà presente nel casco. "Pare proprio ridotto male, ma è tutto a posto dai", ha commentato Chris Cassidy.

Cosa sia successo, in realtà, non è ancora chiaro. Kenneth Todd, uno dei responsabili delle missioni sulla Stazione Internazionale, ha ammesso che al momento “abbiamo chiaramente un problema che non riusciamo a capire bene”. Quello che si sa è che la tuta di Parmitano si è riempita d'acqua, e sebbene in un primo momento si sia pensato che si trattasse dell'acqua potabile a disposizione degli astronauti per bere durante le EVA (Extra Vehicular Activity), è possibile che l'origine del liquido sia il sistema di raffreddamento della tuta, necessario a difendere gli astronauti all'esposizione diretta e non filtrata della luce solare. Parmitano, del resto, aveva parlato di "acqua non potabile" e di non aver richiesto al sistema di bere.

Cosa accadrà ora? La passeggiata spaziale, la seconda dopo quella del 9 luglio, è durata appena un'ora e mezzo. Iniziata alle 13.57, è stata interrotta alle 15.29, mentre era previsto che durasse circa sei ore e mezzo. L'obiettivo principale dell'EVA era la preparazione per l'istallazione successiva del modulo russo Nauka e, non i sa ancora come, la missione deve essere portata necessariamente a termine. Perché possa prendersi una decisione in merito, è necessario prima chiarire le dinamiche dell'incidente. Quello che però sappiamo al momento, è che Parmitano è in ottima salute e che ha ringraziato chi, col fiato sospeso, lo ha seguito nello spazio.