Kerguelen

Il ministro dell'Ambiente e dell'ecologia francese Ségolène Royale ha annunciato una consultazione pubblica sulle Terre Australi e Antartiche Francesi (TAFF), al fine di estendere l'area marina protetta che le circonda fino a 1.6 milioni chilometri quadrati. Ciò aumenterebbe di oltre 70 volte la superficie di 22.000 chilometri quadrati concepita originariamente nel 2006, la quale, grazie a un decreto ministeriale dello scorso 14 dicembre, è stata già portata a 672 mila chilometri quadrati, un'area più ampia della stessa Francia metropolitana.

Le Terre Australi e Antartiche Francesi sono composte da cinque distinti distretti, ovvero Kerguelen (le isole del vento), Crozet, Isole Saint Paul e Nuova Amsterdam, oltre alle Isole Sparse e alla Terra Adelia, una parte del continente antartico rivendicato dalla Francia. Gli ecosistemi di questi freddi territori, lontanissimi da Parigi e prossimi al polo sud, ospitano la più grande colonia di uccelli marini al mondo, con oltre 50 milioni di esemplari, ma sono floridi anche mammiferi marini come pinnipedi e cetacei, in particolar modo leoni marini e orche. Per studiare e monitorare questi animali, il Ministero delle Finanze francese ha annunciato che i fondi per la ricerca saranno aumentati del 180 percento.

Il piano di protezione proposto dalla Royale si è reso necessario a causa delle crescenti minacce alla biodiversità autoctona, pressata non solo dalla pesca illegale, ma anche dall'introduzione delle cosiddette ‘specie aliene', che stanno danneggiando gli equilibri ecologici maturati nei millenni di isolamento. Basti pensare che i gatti introdotti negli arcipelaghi si stima uccidano un milione di uccelli ogni anno. Per evitare ulteriori pericoli di contaminazione, anche i ricercatori sono sottoposti a rigidissimi controlli sul materiale che possono trasportare. Dallo scorso 15 dicembre le Terre Australi e Antartiche Francesi sono ufficialmente candidate come Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, e la Francia si sta impegnando al massimo per raggiungere l'obiettivo.

[Foto di DocAC]