L'ossigeno presente nell'atmosfera di Marte è sottoposto a fluttuazioni nelle concentrazioni talmente anomale che hanno letteralmente “strabiliato” gli scienziati che stanno studiando il fenomeno. Ad oggi, infatti, non esiste alcun processo chimico noto in grado di spiegare le variazioni rilevate, e poiché l'ossigeno sulla Terra è un elemento legato alla vita – moltissimi organismi viventi utilizzano questo gas per respirare, esseri umani compresi -, ciò rende il fenomeno ancora più intrigante e importante da studiare.

Ma cos'hanno scoperto nello specifico gli scienziati? A fiutare le fluttuazioni dell'ossigeno è stato il rover Curiosity della NASA, giunto sul Pianeta Rosso nel 2012 in seguito a una spettacolare manovra di “ammartaggio”. Il robot, cuore pulsante della missione Mars Science Laboratory (MSL), oltre ad analizzare le rocce che incontra sul suo cammino, attraverso specifici sensori “annusa” anche la composizione e i cambiamenti della debole atmosfera di Marte. In tre anni marziani (sei anni terrestri), durante le estati e le primavere ha rilevato picchi nelle concentrazioni di ossigeno di circa il 30 percento superiori, che poi si sono assestati ai livelli attesi in autunno. L'aspetto interessante risiede nel fatto che queste fluttuazioni non sono costanti; ciò suggerisce che ci sia un processo sconosciuto in atto che aggiunge ossigeno e poi lo “strappa” dall'atmosfera. Anche le fluttuazioni di metano su Marte hanno lasciato molte domande agli scienziati della NASA.

A differenza della Terra, dove l'ossigeno rappresenta il 20 percento circa dell'atmosfera (l'elemento principale è l'azoto col 78 percento), sul Pianeta Rosso esso occupa soltanto un debolissimo 0,16 percento. L'atmosfera marziana è infatti dominata dall'anidride carbonica, pari al 95 percento del totale. Le fluttuazioni dei gas su Marte sono prevedibili in relazione al comportamento della CO2, sottoposta a processi di congelamento e rilascio ciclici. Le concentrazioni di altri gas dell'atmosfera marziana come l'argon e l'azoto sono risultate stabili, mentre l'ossigeno, come indicato, ha manifestato queste misteriose anomalie nelle concentrazioni. “La prima volta che abbiamo notato il fenomeno è stato strabiliante”, ha dichiarato il professor Sushil Atreya, professore di scienze climatiche e spaziali all'Università del Michigan coinvolto nella ricerca.

Dopo aver verificato che la strumentazione non presentasse alcun problema di lettura, gli scienziati hanno iniziato a chiedersi da cosa potessero derivare simili fluttuazioni, escludendo uno dopo l'altro tutti i processi chimici noti. “Deve esserci una fonte chimica che non possiamo ancora spiegare”, ha sottolineato Melissa Trainer del Goddard Space Flight Center della NASA. Ossigeno e metano possono essere prodotti attraverso processi organici e geologici; al momento non c'è alcuna prova di vita su Marte, e sebbene i processi geologici siano i principali indiziati, gli scienziati non escludono che possa essere coinvolta proprio la vita. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Geophysical Research: Planets.