Dopo 16 mesi di intensa attività, la missione dell'ESA Lisa Pathfinder si è conclusa con pieno successo, dimostrando che in futuro sarà possibile andare a caccia di onde gravitazionali direttamente nello spazio. La sonda, spenta la sera del 18 luglio con un segnale inviato dal Centro di controllo di missione sito a Darmstadt, in Germania, aveva infatti il compito di testare tecnologie sperimentali per la missione Lisa – da qui il nome pathfinder, esploratore -, che prenderà il via nel 2034 e permetterà di studiare le impercettibili increspature dello spazio-tempo ipotizzate da Einstein, già individuate grazie agli interferometri terrestri LIGO e VIRGO.

Copyright: ESA–C.Carreau
in foto: Copyright: ESA–C.Carreau

Lisa sfrutterà principi analoghi a questi strumenti, tuttavia, lavorando direttamente nello spazio in un'orbita eliocentrica a circa 50 milioni di chilometri dalla Terra, permetterà di superare tutte le interferenze che normalmente disturbano la misurazione terrestre delle onde gravitazionali, come ad esempio i fenomeni sismici. La nuova missione dell'ESA, che è stata recentemente approvata dal punto di vista finanziario, con un costo preventivato di 900 milioni di Euro, si comporrà di tre sonde gemelle che lavoreranno in formazione, creando un triangolo equilatero con un lato di 2,5 milioni di chilometri. Attraversando questa struttura orbitante, le onde gravitazionali (prodotte ad esempio dalla collisioni di buchi neri) provocheranno spostamenti di un trilionesimo di metro, ma grazie alla sensibilità dei sensori e al ‘vuoto' dello spazio sarà possibile analizzarle con maggior precisione e facilità.

Rappresentazione artistica di Lisa Pathfinder (Copyright ESA–D. Ducros, 2010)
in foto: Rappresentazione artistica di Lisa Pathfinder (Copyright ESA–D. Ducros, 2010)

Tutto questo sarà possibile grazie ai test pionieristici effettuati da Lisa Pathfinder e dai ricercatori che per circa un anno e mezzo hanno lavorato ininterrottamente al progetto: “Il momento in cui eravamo in contatto con Lisa Pathfinder e abbiamo spento per sempre il satellite è stato emotivamente molto forte”, ha sottolineato il dottor Karsten Danzmann, il direttore del Max Planck Institute for Gravitational Physics e uno dei principali responsabili della missione. “Dopo anni di pianificazione, con il lancio avvenuto nel dicembre 2015 abbiamo trascorso giorni e notti lavorando duramente, e aprendo la strada al futuro dell’astronomia delle onde gravitazionali”, ha proseguito lo scienziato.

 

Lisa ora “giace” in un'orbita sicura attorno al Sole, per evitare potenziali rischi di caduta sulla Terra. Il contributo italiano al suo successo è stato fondamentale, dato che diverse componenti sono state progettate e sviluppate nel nostro Paese, grazie al finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

[Immagini di ESA]