Come ogni anno tra il 15 e il 28 di aprile torna lo sciame meteorico delle Liridi, il più antico di tutti, regalandoci uno spettacolo astronomico che nel 2018 raggiungerà il suo picco tra la notte di sabato 21 e l'alba di domenica 22. Il momento migliore per ammirare le ‘fiammate' sulla volta celeste sarà alle prime ore del mattino del 22, quando la luminosità della Luna crescente non ostacolerà la visione.

Le Liridi sono così chiamate poiché il radiante da cui sembrano originare è inquadrato nella costellazione della Lira; dovrete cercarla con gli occhi guardando verso est. Come sempre le meteore potranno essere ammirate a occhio nudo. Purtroppo non si tratta di uno sciame meteorico molto intenso; secondo la NASA il picco permetterà infatti di osservare tra le 15 e le 20 meteore all'ora. Un valore sensibilmente inferiore a quello fatto registrare dalle celebri Perseidi di agosto – le cosiddette Lacrime di San Lorenzo -, ma si tratta comunque di uno spettacolo da non perdere, meteo ed inquinamento luminoso permettendo.

Lo sciame meteorico è prodotto dai detriti lasciati dalla cometa G1 Thatcher, che ha un periodo di circa 415 anni. Ogni 60 anni la Terra ‘colpisce' un'area particolarmente ricca di queste particelle che si infiammano entrando in contatto con l'atmosfera; in quelle specifiche occasioni il numero di stelle cadenti osservabili sale fino a 100 ogni ora. Per questo spettacolo eccezionale delle Liridi, tuttavia, dovremo attendere fino al 2042, mentre il prossimo passaggio della cometa nei pressi del Sole è atteso per il 2276.

Tra gli aspetti più interessanti delle Liridi vi è il fatto che si tratta del più antico sciame meteorico documentato; fu infatti osservato nel 687 avanti Cristo da astronomi cinesi, che ne appuntarono l'avvistamento. In attesa del picco del 21/22 aprile è comunque già possibile iniziare a dare uno sguardo alla volta celeste per provare a scorgerle; la sera del 17 aprile potete cogliere l'occasione per ammirare una spettacolare congiunzione astrale tra un sottilissimo falcetto di Luna e il “pianeta dell'amore” Venere.