Credit: ESO
in foto: Credit: ESO

Ottenuta una nuova, straordinaria immagine della Grande Nube di Magellano, una delle galassie nane satelliti della Via Lattea e una delle più vicine in assoluto. È infatti la terza in ordine di distanza dopo la Nana Ellittica del Cane Maggiore e la galassia Sagittario; si trova ad "appena" 163mila anni luce dalla Terra (in termini astronomici è relativamente prossima). Accompagnata dalla Piccola Nube di Magellano, si tratta di uno degli oggetti celesti più studiati dagli scienziati, poiché considerata un laboratorio per l'osservazione dei processi di formazione stellare ed evoluzione galattica.

Il nuovo scatto, che presenta dettagli senza precedenti mostrando un numero enorme di stelle, è stato ottenuto grazie al potente telescopio VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) dell'Osservatorio Australe Europeo (ESO), sito all'osservatorio Paranal in Cile. Dotato di uno specchio di 4,1 metri, il VISTA è il più potente telescopio in grado di analizzare il cielo nelle lunghezze d'onda prossime all'infrarosso. Ciò è possibile grazie al suo unico strumento scientifico, la potentissima fotocamera VIRCAM (Vista InfraRed CAMera) dal peso di ben 3 tonnellate e una risoluzione combinata di 67 milioni di pixel. Un “mostro” tecnologico che ha permesso di scandagliare la Grande Nube di Magellano nei minimi dettagli. Lavorando a una simile lunghezza d'onda, infatti, vede ciò che non riesce a intercettare un semplice strumento ottico, oscurato dalle nubi di polveri e gas che si frappongono tra la Terra e la galassia.

Gli scienziati dell'ESO hanno analizzato nel dettaglio ben 10 milioni di stelle all'interno della Grande Nube di Magellano. Grazie alla sensibilità dello strumento e alle osservazioni – andate avanti per circa un decennio – è stato possibile determinare i percorsi compiuti dagli astri e le loro caratteristiche. In seno al progetto VMC (VISTA Magellanic Survey) gli scienziati hanno ottenuto nuove informazioni sui processi di formazione stellare e una mappa tridimensionale delle stelle: quelle giovani danno vita a braccia a spirale multipli. Sono tutti dati preziosissimi che aiutano gli esperti a tracciare l'evoluzione delle galassie nell'Universo. I dettagli della ricerca saranno presto pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ma è già disponibile un'anteprima sul sito dell'ESO. Le nubi di Magellano sono recentemente balzate agli onori della cronaca poiché in base ai calcoli dell'Università di Durham (Gran Bretagna) la più piccola delle due si “schianterà” con la Via Lattea, col rischio che possa innescare conseguenze catastrofiche anche per il Sistema solare.