Credit: NASA/Hubble
in foto: Credit: NASA/Hubble

Una delle galassie nane più vicine alla Terra, la Grande Nube di Magellano (LMC), si schianterà contro la Via Lattea molto prima del previsto, tra circa 2 miliardi di anni. Noi ovviamente non ci saremo più, ma l'umanità, qualora dovesse essere ancora presente sul pianeta, potrebbe estinguersi – e con essa tutte le altre forme di vita – ben prima della fine del ciclo vitale del Sole, prevista tra circa 5 miliardi di anni. Le conseguenze di questo impatto galattico potrebbero essere catastrofiche per l'intero Sistema solare, a causa del “risveglio” del buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, il famigerato Sagittarius *A che possiede una massa 4 milioni di volte quella solare.

Secondo gli scienziati britannici dell'Istituto di cosmologia computazionale dell'Università di Durham che hanno condotto i calcoli, il mostruoso cuore di tenebra della Via Lattea aumenterebbe in dimensioni di circa dieci volte, iniziando a divorare tutto quello che ha a tiro con grande voracità. Ma non solo. La collisione con la Grande Nube di Magellano, un oggetto del profondo cielo visibile a occhio nudo nell'emisfero australe, potrebbe portare alla formazione di potentissimi getti energetici provenienti dal buco nero. A causa dell'impatto, inoltre, l'intero Sistema solare potrebbe essere espulso dalla Via Lattea e proiettato verso l'ignoto dello spazio interstellare.

La pericolosità della Grande Nube di Magellano è stata determinata con calcoli al supercomputer. Gli scienziati guidati dal professor Marius Cautun, docente presso il Dipartimento di Fisica dell'ateneo britannico, hanno scoperto che la galassia nana – che ha un diametro di 14mila anni luce ed è la quarta per dimensione del Gruppo Locale dopo Andromeda, Via Lattea e Galassia del Triangolo – ha una massa di materia oscura doppia rispetto a quella precedentemente determinata. Ciò significa che sta perdendo energia e rallentando, diventando una facile preda dell'attrazione gravitazionale della nostra galassia, pronta a “fagocitarla” e a dar vita al catastrofico impatto.

La Grande Nube di Magellano al momento si trova a soli 163mila anni luce dalla Via Lattea (un'inezia in termini astronomici) e gravita attorno ad essa assieme ad altre piccole galassie. Fino ad oggi si riteneva che la collisione con la nostra galassia sarebbe avvenuta tra diversi miliardi di anni, ma i nuovi calcoli anticipano –  e di molto – la tabella di marcia. Secondo le stime dell'autore principale dello studio, “la fine della Grande Nube di Magellano, divorata dalla Via Lattea, distruggerà la nostra galassia, svegliando il buco nero che vive al suo centro e trasformandola in un ‘nucleo galattico attivo' o un quasar”. Entro 2,5 miliardi di anni è attesa anche una probabile collisione con la gigantesca Galassia di Andromeda. Insomma, scappare dal Sistema solare in cerca di una nuova casa nel cuore della Via Lattea potrebbe non essere sufficiente a salvare l'umanità dall'estinzione. Sempre che non si estingua molto prima di questi eventi astronomici, tenendo presente come stiamo trattando il nostro prezioso pianeta. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Royal Astronomical Society.