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Coronavirus
3 Aprile 2021
11:55

Nel 2020 strage di americani a causa della pandemia: mai così tanti morti nella storia degli USA

Un’indagine epidemiologica condotta da scienziati del Virginia Commonwealth di Richmond ha dimostrato che nella storia americana non sono mai stati registrati così tanti morti come nel 2020. Normalmente la mortalità oscilla dell’1-2% tra un anno e l’altro, ma lo scorso anno, a causa della COVID-19, è stato osservato un incremento del 23% in soli 10 mesi. In totale sono morte 3,3 milioni di persone, oltre 500mila delle quali legate alla diffusione del virus (per cause dirette o indirette).
A cura di Andrea Centini
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Gli Stati Uniti d'America sono ad oggi il Paese più duramente colpito dalla diffusione del coronavirus SARS-CoV-2, avendo fatto registrare dall'inizio della pandemia ben 30,6 milioni di contagi e 554.103 morti. A livello globale, secondo la mappa interattiva sviluppata dagli scienziati dell'Università Johns Hopkins, i contagi al momento superano i 130 milioni e i morti i 2,8 milioni (in Italia si contano 3,6 milioni di infezioni complessive e oltre 110mila morti). Dopo gli USA, il secondo Paese più colpito è il Brasile, con quasi 13 milioni di contagi e 328mila decessi. Ovunque si guardi sul mappamondo, dove il patogeno si è diffuso in modo capillare si è consumata una vera e propria strage, nonostante i negazionisti si ostinino a considerarlo una "bufala".

A dimostrare (per l'ennesima volta) che ciò che ci sta colpendo non è affatto una “semplice influenza” vi sono i nuovi dati sulla mortalità annuale osservata proprio negli Stati Uniti. Normalmente, negli USA, ogni anno le oscillazioni sulla mortalità variano dell'1-2 percento rispetto alla media del quinquennio precedente. Basti sapere che nel 2020 è stato registrato un drammatico +18 percento rispetto alla media tra il 2014 e il 2019. Il dato diventa ancora più impressionante se si prende in esame la finestra di 10 mesi a partire da marzo 2020, cioè dall'effettivo inizio della pandemia di COVID-19 (a gennaio e febbraio il coronavirus già circolava sotto traccia, “nascosto” dall'epidemia influenzale, fin quando non si è manifestato in tutta la sua aggressività). In base al calcolo degli epidemiologi, negli USA, la mortalità in quei dieci mesi ha fatto registrare un +23 percento rispetto allo stesso periodo dei cinque anni precedenti. Un'ecatombe.

In totale nel 2020 negli USA sono stati registrati 3.358.814 decessi, con un aumento di 503.976 unità rispetto al 2019. In nessun altro anno nella storia del grande Paese nordamericano era stato raggiunto un numero così impressionante di morti. In proporzione rispetto alla popolazione complessiva, la guerra civile e la catastrofica pandemia di influenza “Spagnola” fecero più morti, ma in termini assoluti questi tragici eventi non si avvicinano minimamente ai numeri catastrofici della pandemia di COVID-19. E la perdita di vite umane non è stata significativa solo nelle fasce più anziane, quelle più esposte ai rischi dell'infezione da coronavirus SARS-CoV-2. Basti pensare che il mese di luglio 2020 è stato quello in cui sono morti più giovani americani tra i 25 e i 44 anni, ben 16.500. Nessun altro mese della storia USA ha strappato così tante vite ai giovani, nemmeno le sanguinose guerre mondiali o la guerra in Vietnam.

Secondo gli autori dell'indagine epidemiologica, guidata da scienziati del Dipartimento di Biostatistica e del Center on Society and Health della Scuola di Medicina del Virginia Commonwealth di Richmond, non tutti le morti in eccesso segnalate sono state provocate direttamente dal coronavirus. “COVID-19 ha rappresentato circa il 72 percento delle morti in eccesso che abbiamo calcolato, ed è simile a quanto hanno mostrato i nostri studi precedenti. C'è un divario considerevole tra il numero di morti per COVID-19 segnalate pubblicamente e la somma totale delle morti in eccesso che il Paese ha effettivamente sperimentato”, ha dichiarato in un comunicato stampa il professor Steven Woolf, autore principale dello studio. Secondo gli scienziati, almeno una parte del restante 28 percento dei 522.368 decessi registrati nel corso del 2020 potrebbe essere stata causata dal SARS-CoV-2, pur non risultando sul certificato di morte, tuttavia la pandemia ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale. Molte persone potrebbero non aver cercato assistenza medica (o l'hanno cercata troppo tardi) in presenza di malesseri, magari per paura di contagiarsi in ospedale. Non a caso sono triplicate le morti per infarto durante la pandemia, proprio per questa ragione. Altri potrebbero non aver curato complicanze di condizioni croniche come il diabete, e altri ancora, sottoposti a stress esasperante e depressione anche a causa dei lockdown, potrebbero essersi tolti la vita, o magari essere morti per overdose da sostanze stupefacenti (un problema sempre più diffuso negli USA). Ad ogni modo, come sottolineato da Woolf e colleghi, si tratta di persone la cui vita è stata strappata comunque dalla pandemia, i cui effetti sono stati particolarmente devastanti nella comunità nera.

Le morti in eccesso non sono state “spalmate” in modo uniforme negli USA, ma alcuni Stati hanno registrato picchi addirittura superiori al 30 percento rispetto alla media. Si tratta delle aree in cui la pandemia ha colpito per prima, come lo Stato di New York, e di quelle in cui gli amministratori locali hanno deciso di allentare prima le restrizioni, “per far ripartire l'economia”. Un errore fatale secondo gli autori della ricerca. “Hanno detto che stavano riaprendo per salvare l'economia. La tragedia è che la politica non solo è costata più vite, ma in realtà ha danneggiato la loro economia estendendo la durata della pandemia. Una delle grandi lezioni che la nostra nazione deve imparare dalla COVID-19 è che la nostra salute e la nostra economia sono strettamente legate. Non si può davvero salvare l'una senza l'altra”, ha chiosato il professor Woolf.

Secondo gli scienziati, gli effetti della diffusione del SARS-CoV-2 si faranno sentire anche in futuro, con un possibile incremento della mortalità anche a causa degli screening per il cancro non effettuati o per i cicli di chemioterapia saltati. Dunque, probabilmente pagheremo ancora a lungo il prezzo della pandemia, anche quando l'emergenza sanitaria globale sarà rientrata. I dettagli della ricerca “Excess Deaths From COVID-19 and Other Causes in the US, March 1, 2020, to January 2, 2021” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica JAMA Research Letter.

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