I medici intenti a preparare il presunto elisir di lunga vita. Credit: Weibo/South China Morning Post
in foto: I medici intenti a preparare il presunto elisir di lunga vita. Credit: Weibo/South China Morning Post

Un folto gruppo di scienziati specializzati nella medicina tradizionale cinese avrebbe creato un presunto elisir di lunga vita, in grado di farci arrivare in salute fino alla veneranda età di 120 anni. Il portentoso intruglio sarebbe stato presentato in un seminario tenutosi nella contea di Binyang, nella regione autonoma del Guangxi Zhuang, nella Cina meridionale. L'evento, in base a quanto indicato da alcuni quotidiani asiatici come il South China Morning Post e AsiaOne, sarebbe dovuto restare “privato”, ma a quanto pare qualcuno lo ha fatto trapelare all'esterno, pubblicando una foto sulla piattaforma social Weibo, il Twitter cinese.

Nell'immagine circolata sul social network si vedono diversi medici (in rigoroso camice bianco) attorno a due grossi pentoloni con in mano mestoli e padelle. Al loro interno si intravede un liquido scuro, quello che dovrebbe essere l'elisir di lunga vita, composto da acqua calda e una serie di “erbe” delle quali non è dato sapere specie e concentrazioni coinvolte. Si tratterebbe infatti di una “formula speciale”, come dichiarato da un presunto organizzatore dell'evento al giornale Nanguo Morning Post. Zhong, questo il nome dell'uomo intervistato dal quotidiano asiatico, ha affermato che i ricercatori – oltre una ventina – avrebbero provato più volte la pozione, riferendo “di sentirsi più felici, di apparire più giovani, di avere un appetito migliore e di avere un sonno più appagante” dopo l'assunzione. Insomma, gli effetti della pozione magica migliorerebbero anche l'umore e sarebbero praticamente immediati.

Benché l'evento fosse privato, sempre stando a quanto riferiscono i quotidiani cinesi, nei pressi dei pentoloni ci sarebbero stati alcuni striscioni che promuovevano le proprietà della bevanda miracolosa. Su di uno di colore giallo e rosso ci sarebbe stato scritto: “I medici del villaggio di Binyang, nel Guangxi, presentano la bevanda della longevità. Non è un mito per gli esseri umani vivere fino a 120 anni”. E su quest'ultima frase non possiamo che dar loro (quasi) ragione, tenendo presente che alcune persone arrivano davvero a sfiorare questa età, come la signora Emma Morano, scomparsa a 117 anni nella sua casa di Verbania nel 2017.

Il punto è che l'intera vicenda sembra a dir poco surreale. Sempre secondo i quotidiani cinesi, la bevanda non sarebbe stata venduta o pubblicizzata ai presenti, inoltre sarebbe stata consumata solo dai medici che l'hanno preparata. La presenza del (presunto) striscione appare dunque quantomeno sospetta. Le autorità sanitarie della contea di Binyang avrebbero iniziato a indagare sull'intera vicenda, che ha fatto rapidamente il giro del mondo.

Per quanto concerne l'elisir di lunga vita, non si può che esserne estremamente dubbiosi, anche perché non se ne conosce praticamente nulla e non ci sono basi scientifiche a suffragio delle sue proprietà. Quali sono le piante coinvolte? In quali concentrazioni avrebbe effetto? Dopo quante dosi? E per quanto tempo bisognerebbe assumerlo per vivere davvero fino a 120 anni? Su quali principi si basa la sua azione protettiva? Sono tutte domande probabilmente destinate a cadere nel vuoto, come spesso accade con i "prodotti miracolosi" che derivano dalla medicina tradizionale asiatica. A rendere il tutto più grottesco anche il fatto che simili trattamenti prodigiosi si basano spessissimo su "ingredienti" a rischio estinzione, anche se non dovrebbe essere questo il caso. Basti pensare al fungo Ophiocordyceps sinensis considerato un potentissimo afrodisiaco, ma che sarebbe anche in grado di trattare problemi erettili e patologie come il cancro e le infezioni del virus della SARS. Il fungo parassita si raccoglie solo sull'Himalaya e sta rischiando seriamente l'estinzione; viene venduto a peso d'oro proprio per le sue presunte proprietà benefiche. Per scopi analoghi sono state estinte o portate sull'orlo dell'estinzione numerose specie animali, in particolar modo anfibi e tartarughe, come la tartaruga dal guscio molle gigante dello Yangtze (Rafetus swinhoei). Ma nel mirino ci sono anche squali, mante e altri animali minacciati, che alimentano un ricchissimo mercato nero.

Fin quando non verrà pubblicato un articolo su una rivista specializzata peer-reviewed con solidi dati scientifici a sostegno dei potenziali effetti benefici della bevanda, dunque, non si può che esserne scettici.