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in foto: Credit: China Daily/Twitter

Xiangxiang, l'ultimo esemplare femmina noto di tartaruga dal guscio molle gigante dello Yangtze (Rafetus swinhoei), è morta in Cina nello zoo di Suzhou, durante un tentativo di inseminazione artificiale. I medici veterinari hanno provato a rianimarla per ben 24 ore, ma non c'è stato nulla da fare; Xiangxiang, che aveva un'età stimata di oltre 90 anni, non si è ripresa dall'anestesia cui era stata sottoposta e si è spenta per sempre. Si trattava della quartultima tartaruga nota agli scienziati di questa specie; un maschio ultracentenario risiede nello stesso zoo dove è morta Xiangxiang, mentre altri due esemplari (non confermati) si troverebbero invece vicino ad Hanoi, in Vietnam, ma il loro genere non è noto.

Quasi estinte. Con la morte di Xiangxiang c'è la possibilità che la specie sia funzionalmente estinta, a meno che uno dei presunti esemplari presenti in Vietnam nel lago Hoàn Kiếm sia femmina, ma c'è addirittura chi pensa che queste tartarughe siano già morte. La carcassa di un esemplare è stata recuperata il 19 gennaio del 2016, ma non è chiaro se si tratti o meno di una delle ultime due osservate in vita. Secondo le stime ottimistiche di alcuni scienziati nel bacino vietnamita potrebbero vivere ancora cinque di questi magnifici rettili – che per un certo periodo furono associati a un'altra specie, chiamata Rafetus leloii -, mentre per altri ve ne rimarrebbe soltanto uno o nessuno. I numeri in ballo sono così esigui che la tartaruga dal guscio molle gigante dello Yangtze, conosciuta anche con il nome di tartaruga dal guscio molle gigante del Fiume Rosso (o di Shangai), è classificata con codice CR nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, è cioè in pericolo critico di estinzione.

Salvare una specie. Queste tartarughe, che superano il metro di lunghezza per cento chilogrammi di peso, sono state portate sull'orlo dell'estinzione principalmente a causa della caccia spietata per scopi alimentari e per foraggiare la medicina tradizionale asiatica, ma anche a causa della distruzione dell'habitat naturale e dall'inquinamento, legato al deflusso di sostanze agricole, industriali e di uso domestico. Per provare salvare la specie, che vive (o meglio viveva) solo in alcune aree della Cina e del Vietnam, gli scienziati hanno riunito i due vecchi esemplari nello zoo Suzhou, ma tutte le uova prodotte dalla femmina sono risultate sterili. Gli scienziati hanno provato diverse volte la tecnica dell'inseminazione artificiale, ma senza successo; l'ultimo tentativo, il quinto negli ultimi anni, ha avuto un esito tragico, con Xiangxiang che non è riuscita a riprendersi dall'anestesia (pur avendola superata diverse altre volte). I veterinari hanno prelevato il tessuto ovarico per studiarlo, nella speranza che in futuro possa essere d'aiuto per salvare in qualche modo la specie, ormai a un passo dall'estinzione.