Credit: Credit: NASA/JPL/Malin Space Science Systems
in foto: Credit: Credit: NASA/JPL/Malin Space Science Systems

Il rover della missione europea e russa “ExoMars” sbarcherà ad Oxia Planum, un sito posto poco più a nord dell'equatore di Marte. La decisione è stata presa da una specifica commissione di esperti, che per due giorni si è riunita al National Space Center di Leicester, nel Regno Unito. Durante il dibattito sono state prese in esame tutte le caratteristiche di due siti “finalisti”, ovvero Oxia Planum e Mawrth Vallis, e alla fine è stato premiato il primo dei due poiché ritenuto meno rischioso per la fase di discesa, atterraggio (tecnicamente un “ammartaggio”) e possibilità di movimento del rover.

Del resto della missione ExoMars dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dell'Agenzia Spaziale Russa (ROSCOMOS), che dovrebbe far sbarcare il rover nel marzo del 2021, faceva parte anche la sonda Schiapparelli, schiantatasi il 19 ottobre 2016 sul suolo marziano, proprio per testare la tecnologia di ingresso nell'atmosfera del pianeta e di atterraggio. Fu un vero fiasco e gli scienziati questa volta non vogliono e non possono sbagliare. L'Europa in fondo non ha ancora inviato un rover sul Pianeta rosso – tutti gli altri come Curiosity e Opportunity sono della NASA -, dunque ne vale anche del prestigio delle agenzie coinvolte. Quella che ha investito più di tutte in ExoMars è stata proprio l'Agenzia Spaziale Italiana, che sotto le “ali protettive” dell'ESA ha speso ben il 40 percento del costo totale della missione. Non a caso diversi strumenti del rover, che dovrebbe essere lanciato nel 2020, sono stati costruiti da aziende tricolori, come Leonardo e Thales Alenia Space. Tra quelli “critici” vi è il super trapano che perforerà la superficie di Marte per ben due metri; nessuno si è mai spinto a tanto.

Oxia Planum naturalmente non è stata scelta solo per i minori rischi di accesso, ma anche per le sue caratteristiche. Come per Mawrth Vallis si tratta di un sito a bassa quota, dove l'aria risulta più densa e permette un dispiegamento del paracadute più agevole, inoltre nell'area miliardi di anni scorrevano grandi quantità d'acqua come sulla Terra. Si tratta di un luogo ideale dove cercare tracce di vita passata e perché no, anche possibili indizi di quella attuale. Il rover dovrebbe resistere su Marte per almeno sette mesi e percorrere 5 chilometri nel cuore della Oxia planum, con la speranza che la missione e i siti da controllare possano accrescersi una volta raggiunta la destinazione. Non è raro che i rover funzionanti durino molto più di quanto preventivato dagli ingegneri. La decisione della commissione su Oxia Planum sarà valutata da ESA e ROSCOMOS prima della conferma definitiva, ma l'atteso annuncio del 2019 non dovrebbe presentare sorprese.

[Credit: ESA]