Con l'estate ormai alle spalle, salutata lo scorso 23 settembre con l'equinozio d'autunno, siamo ufficialmente entrati nelle stagioni “fredde” dell'anno, quelle che richiedono di coprirsi bene per assistere agli spettacoli astronomici notturni. Fra i vantaggi vi sono comunque il maggior numero di ore buie e il fatto di poter iniziare a far osservazione abbastanza presto la sera, soprattutto da domenica 27 ottobre, quando entrerà in vigore l'ora solare. Al di là del cambio di stagione e delle questioni logistiche, il mese di ottobre si prospetta ricchissimo di eventi interessanti; dalla “festa” della Luna di sabato 5 – ovvero l'International Observe the Moon Night (InOMN) – alla Luna Piena del Cacciatore del 15, passando per cinque congiunzioni astrali e diversi sciami meteorici affascinanti, in particolar modo quello delle Orionidi.

L'arrivo dell'ora solare

Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre dovremo spostare le lancette un'ora indietro per l'arrivo dell'ora solare, che prenderà il posto dell'ora legale. Ciò significa che quella notte dormiremo un'ora in più. Dovrebbe tuttavia trattarsi dell'ultimo cambio d'ora di questo tipo. Il Parlamento Europeo ha infatti approvato l'abolizione del cambio d'ora, e ciascuno dei Paesi membri dovrà esprimersi entro l'aprile 2020 sulla configurazione oraria che intende adottare. Alcuni Paesi lo hanno già fatto, come la Francia, mentre in Italia le istituzioni non si sono ancora espresse.

Giornata Internazionale della Luna e Luna Piena del Cacciatore

Sabato 5 ottobre si celebra l'International Observe the Moon Night (InOMN), la Giornata Internazionale della Luna per celebrare l'affascinante e fedele compagna della Terra. Saranno organizzati eventi in tutto il mondo, Italia compresa, con meeting presso osservatori e associazioni di astrofili dedicati alla divulgazione e all'osservazione dello spettacolare satellite naturale. Nel 2019 l'evento sarà ancor più speciale, poiché cade nell'anno del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna. Una decina di giorni dopo la sua “festa”, esattamente alle 23:08 di domenica 13 ottobre, potremo ammirare nel cielo la spettacolare Luna Piena del Cacciatore, così chiamata dai nativi americani algonchini poiché in ottobre si facevano scorte di carne e pellicce in vista dei rigori dell'inverno. La caccia veniva anche favorita dal fatto che i campi coltivati erano stati appena liberati dai raccolti (il plenilunio che precede la Luna Piena del Cacciatore è infatti la “Harvest Moon”, quella del raccolto). I nomi delle lune di settembre, ottobre e novembre possono cambiare in base al giorno dell'equinozio d'autunno. Il 13 ottobre il satellite sorgerà ad Est poco prima delle 19:00 (ora di Roma), dunque potremo ammirare nel cielo il momento esatto in cui raggiungerà la pienezza.

Congiunzioni astrali di ottobre

La prima congiunzione astrale di ottobre è attesa per la sera di giovedì 3, quando una falce di Luna crescente (la Luna Nuova è attesa per le 20:26 del 28 settembre) danzerà col gigante gassoso Giove nel cielo sudoccidentale. I due oggetti celesti saranno apparentemente molto vicini, incastonati tra la costellazione dell'Ofiuco (in alto) e quella dello Scorpione (in basso). Due giorni più tardi, proprio nel giorno dell' InOMN, la Luna al Primo Quarto concederà invece un valzer al “Signore degli Anelli” Saturno, sempre di sera e a Ovest/Sud-Ovest. Il satellite della Terra e Saturno si troveranno nel cuore della costellazione del Sagittario. Verso la fine del mese potremo godere di un bel trittico di congiunzioni astrali: la prima delle tre è attesa per il 26 ottobre, quando una sottilissima falce di luna calante sorgerà all'alba assieme a Marte nel cielo orientale. Il Pianeta Rosso (visibile sotto la Luna) e il satellite si troveranno nella costellazione della Vergine. La sera del 29 ottobre, un mese esatto dopo la congiunzione astrale di settembre, la Luna tornerà a incontrarsi col “pianeta dell'amore” Venere e Mercurio al tramonto. Gli oggetti celesti, inquadrati nella costellazione della Bilancia, saranno bassi sull'orizzonte e la finestra osservativa sarà ridotta. L'ultima congiunzione astrale del mese è attesa per il 31 ottobre, quando la Luna concederà il bis a Giove. La falce di Luna crescente e il pianeta più grande del Sistema solare saranno visibili la sera nel cielo sudoccidentale, tra la costellazione dell'Ofiuco e quella del Sagittario.

I pianeti

Dopo un'estate coi fiocchi, che ci ha permesso di ammirare al meglio sia Giove che Saturno, a ottobre i pianeti non saranno più i protagonisti assoluti delle nottate osservative, pur continuando a regalarci splendide congiunzioni astrali. Mercurio potrà essere osservato al crepuscolo serale nel cielo occidentale per tutto ottobre, tuttavia riuscire a intercettarlo non sarà semplice, sia perché molto basso sull'orizzonte – è sempre molto vicino al Sole – sia per le “comparse” piuttosto brevi, prima di sparire sotto l'orizzonte. Anche Venere non sarà facile da osservare, proprio perché sempre basso sull'orizzonte nel cielo serale. Il momento migliore per provare a immortalare i primi due pianeti del Sistema solare sarà durante la congiunzione astrale del 29 ottobre. Marte sarà invece visibile la mattina presto per tutto il mese nel cielo orientale, dopo aver dominato le serate per diversi mesi consecutivi. I due giganti gassosi, Giove e Saturno, hanno dato ampio spettacolo durante l'estate; a ottobre le ore in cui sarà possibile osservarli si ridurranno progressivamente. Giove si potrà ammirare nel cielo occidentale nelle prime ore della sera, mentre Saturno “resisterà” qualche ora in più, prima di sparire sotto l'orizzonte. Per quanto concerne il gigante ghiacciato più vicino, Urano, ci sarà un'occasione imperdibile per metterlo nel mirino del telescopio, il 28 ottobre, quando si troverà in opposizione al Sole e nel punto più vicino alla Terra, dunque nel momento di massima osservabilità. Con cieli particolarmente bui potrebbe essere persino visibile a occhio nudo, benché la sua magnitudine si trovi proprio al limite delle possibilità dell'occhio umano. Ad ottobre Urano sarà visibile per tutta la notte, e lo stesso discorso vale anche per Nettuno. Per osservare quest'ultimo, tuttavia, l'uso del telescopio è obbligatorio.

Le meteore di ottobre

Come settembre, anche ottobre è un ottimo mese per l'osservazione degli sciami meteorici, anche se le temperature più rigide potrebbero scoraggiare i meno appassionati. Il primo picco massimo a palesarsi sarà quello della Delta Aurigidi tra il 4 e il 5 ottobre, benché non si tratti di una corrente facile da osservare. Meglio puntare sulle Camelopardidi nella notte tra il 5 e il 6 ottobre, che come indicato dall'Unione Astrofili Italiani (UAI) nel 2005 hanno dato vita a uno spettacolare exploit con brillanti bolidi. Come sempre le meteore vanno cercate puntando lo sguardo verso il radiante dove si trova l'omonima costellazione, e se per quella delle Aurigidi è quella dell'Auriga, per le Camelopardidi è quella della Giraffa, perché questa costellazione è più nota col suo nome latino (Camelopardalis, appunto). Nella notte tra l'8 e il 9 ottobre sarà il turno delle Draconidi, uno degli sciami meteorici più apprezzati di ottobre. Ma quest'anno saranno disturbate dalla Luna, perlomeno nella prima parte della serata: si attendono una decina di meteore all'ora. Lo sciame migliore del mese sarà quello delle Orionidi, il cui picco massimo è atteso per il 22 ottobre, benché in realtà possano mostrare il loro “lato migliore” in altri giorni (dal 18 al 23), a causa della dispersione dei detriti da cui hanno origine. Lo ZHR, cioè il numero di meteore osservabili ogni ora, spazierà dalle 10 alle 30 fiammate nel cielo.

Oggetti del profondo cielo di ottobre

Nel cielo di ottobre sarà possibile ammirare attraverso un telescopio o un piccolo binocolo diversi oggetti interessanti. Citiamo l'Ammasso Doppio in Perseo; gli ammassi aperti M29 ed M39; l'ammasso globulare di Ercole M13; le nebulose Elica e Nord America e le galassie di Andromeda, del Triangolo ed M101. Menzione d'onore per le splendide “Sette sorelle”, le Pleiadi, incastonate nella costellazione del Toro. Tutti questi oggetti possono essere immortalati con la fotografia a lunga posa, collegando una reflex al telescopio e a una montatura con astroinseguitore.