Secondo la vulgata salutista l’olio di cocco non dovrebbe essere una minaccia per quanto riguarda la nostra linea, si tratta infatti di un grasso saturo a media catena (detto acido laurico), che dovrebbe facilitare il metabolismo bruciando i grassi. Quindi si ritiene che possa aiutare nella perdita di peso. Il problema è che si va anche oltre, l’olio di cocco viene presentato come un vero e proprio super-food, di quelli capaci anche di curare i tumori, l'Alzheimer e potenziare le facoltà mentali. Tutto questo grazie all’acido laurico e agli antiossidanti. Secondo uno studio l'olio di cocco eliminerebbe buona parte della massa tumorale in un paio di giorni; questo almeno è quanto viene attribuito alla ricerca pubblicata su Experimental chemiotherapic nel 2013, eseguita esclusivamente in vitro, sulla base per altro di una sostanza presente nell’olio di cocco, dando luogo a risultati ben lungi dall’essere definitivi. Cerchiamo di fare luce sulla questione, per capire le motivazioni di queste credenze e per quale motivo sono da ritenersi infondate.

Olio di cocco? É più salutare il lardo

Si arriva recentemente alle dichiarazioni di Karin Michels direttrice dell’Istituto per la prevenzione dei tumori dell’Università di Friburgo, secondo la professoressa l’olio di cocco sarebbe dannoso. Gli studi condotti su questo argomento hanno spesso utilizzato oli appositamente preparati, costituiti da acidi grassi a catena media al 100%, non l'olio di cocco disponibile in commercio, ch’è un prodotto completamente diverso. Tutte le sostanze aventi gli effetti positivi vantati sono infatti presenti in quantità troppo passe nell’olio di cocco per avere un effetto positivo sulla salute. Secondo quanto riportato dalla Michels la tesi in base alla quale i suoi grassi non nuocciono alla salute è dovuta a “sfortunati confronti”. L’apporto calorico totale infatti rimane invariato. Già l’anno scorso il professor Tom Sanders del King’s College di Londra aveva espresso un aspro giudizio nei confronti dell’olio di cocco, ritenendolo molto peggio del lardo. La stessa American heart assosiation aveva puntualizzato sul fatto che questo alimento contenesse il medesimo livello di grassi saturi che possiamo trovare nel “gocciolamento del manzo”, tanto da far apparire il grasso del lardo più salutare.

Falsi miti sul colesterolo buono

Che dire allora della meta-analisi condotta nel 2003 fondata su altri 60 studi, in base alla quale l’acido laurico incrementerebbe la presenza del “buon colesterolo”? Il problema sta nel fatto che tale ricerca viene spesso letta in parte, evitando quella dove si evince un contemporaneo incremento del “colesterolo cattivo”. Non si trovano invece evidenze sulla prevalenza del primo rispetto al secondo. Del resto questa è una caratteristica di tutti i grassi saturi, che comunemente troviamo nella carne. Ma in generale parlare di “colesterolo buono” è già di per se fuorviante. Si tratta del cosiddetto "colesterolo Hdl", trasportato dalle "lipoproteine ad alta densità" (Hdl), a differenza di quello “cattivo” definito "Ldl" (lipoproteine a bassa densità), quello a cui imputiamo i nostri problemi cardiovascolari. Ebbene, cercare di ridurre il colesterolo cosiddetto “buono” potrebbe peggiorare la nostra situazione, come si evince da uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology. La ricerca si basa su oltre 631mila soggetti, i risultati suggeriscono che un basso livello di colesterolo buono potrebbe rappresentare un fattore di rischio per il cuore, mentre incrementandolo non è sufficientemente dimostrato che riduca il rischio cardiovascolare. Quel che conta infatti è tenere basso il colesterolo Ldl.

Altri falsi miti infondati

Se cerchiamo invece evidenze su altri attributi da super-food, quali la possibilità di incrementare le prestazioni mentali, prevenire l’Alzheimer o i tumori, le cose peggiorano ulteriormente. Se è vero che è stata riscontrata la presenza di antiossidanti, questo non ci dice un gran che. Senza contare che frutta e verdura sono molto meglio da questo punto di vista. Insomma, se proprio volete usare l'olio di cocco, almeno conditeci l'insalata.