L'olio di cocco è “puro veleno”, uno dei cibi peggiori che si possa mangiare, anche più pericoloso del lardo per la salute del nostro cuore. A lanciare il pesantissimo ‘j'accuse' contro l'alimento, un olio vegetale che ha milioni di estimatori in tutto il mondo, la professoressa Karin Michels, direttrice dell’Istituto per la prevenzione e l'epidemiologia dei tumori presso il Centro medico universitario di Friburgo, Germania. La docente, che vanta numerosi e proficui anni di ricerche presso l'autorevole Scuola Medica dell'Università di Harvard, si è scagliata contro l'olio di cocco in un lungo video (in lingua tedesca) pubblicato sul profilo youtube dell'ateneo di Friburgo, dove ha raccolto tanti consensi ma anche oltre seimila pollici versi.

Ma perché l'olio di cocco farebbe così male? La ragione, secondo la scienziata, è semplice: tutto dipende dall'elevatissimo contenuto di acidi grassi saturi al suo interno, quelli che si trovano normalmente nei grassi di origine animale come burro, strutto e lardo. Per la precisione, quelli dell'olio di cocco sono acidi grassi a catena media detti acido laurico. Si contrappongono ai grassi insaturi tipici degli oli vegetali come quello d'oliva, considerati invece un toccasana per la salute (nelle giuste quantità). Numerose ricerche scientifiche hanno associato gli acidi grassi saturi a gravi malattie dell'apparato cardiovascolare, in particolar modo alla cardiopatia ischemica che può sfociare in ictus, infarto e angina pectoris. I grassi saturi, in pratica, favorirebbero l'aumento del colesterolo "cattivo" (LDL) e di conseguenza l'ostruzione delle arterie coronarie, innescando potenziali e drammatici eventi cardiovascolari.

L'olio di cocco per la Michels è così pericoloso perché contiene quasi esclusivamente questa tipologia di grassi, rappresentando un vero e proprio “attentato” alla nostra salute. Del resto, anche l'American Heart Association (AHA) aveva aggiornato le proprie linee guida raccomandando di evitare gli acidi grassi saturi presenti nell'olio di cocco, mentre il professor Tom Sanders del King’s College di Londra lo aveva messo nel mirino accudandolo di essere un alimento peggiore del lardo, con un livello di grassi saturi paragonabile a quello del “gocciolamento del manzo”.

Siamo dunque innanzi a un vero e proprio “crollo di un mito”, dato che diverse correnti, grazie alle sostanze antiossidanti in esso presenti, promuovono l'olio di cocco alla stregua di un “super food” in grado di proteggere da tumori, morbo di Alzheimer e altre gravi malattie. Nonostante gli strali di alcuni ricercatori e i risultati di molte indagini a sostegno del pericolo rappresentato dagli acidi grassi, altri studi non hanno evidenziato un aumento nel rischio di morte da parte di chi consuma abitualmente cibi ricchi di grassi saturi come formaggi e latte intero. Tra i più sibillini ve n'è uno pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition. Future indagini condotte specificatamente sull'olio di cocco probabilmente sveleranno quanto esso sia effettivamente pericoloso per la salute; al momento la raccomandazione di diverse linee guida resta quella del consumo moderato.

[Credit: moho01]