Nell'Oceano Atlantico c'è molta più plastica di quella stimata in precedenza: ben dieci volte tanto. Secondo i nuovi calcoli, basati su rilevazioni più precise approfondite del passato, tra rifiuti maggiori, microplastiche (che hanno un diametro inferiore ai 5 millimetri) e nanoplastiche (particelle inferiori agli 0,001 millimetri) nei primi duecento metri di profondità dell'oceano si stima siano presenti tra gli 11,6 e i 21,1 milioni di tonnellate di plastica. Una quantità enorme, che rende bene l'idea di quanto l'impatto antropico sia stato devastante sull'ambiente marino.

A determinare la concentrazione di plastica nell'Oceano Atlantico è stato un team di ricerca del National Oceanography Centre (NOC) – European Way di Southampton, Regno Unito. Il calcolo si basa sui dati raccolti durante la ventiseiesima spedizione “Atlantic Meridional Transect” condotta fra settembre e novembre 2016. In quell'occasione i ricercatori Katsiaryna Pabortsava e Richard S. Lampitt hanno raccolto “carote d'acqua” in dodici siti differenti dell'Atlantico in un'area di ben 10mila chilometri, compresa tra la Gran Bretagna e le isole Falkland, rivendicate dall'Argentina ma tecnicamente “Territorio d'oltremare del Regno Unito”.

Dopo aver filtrato l'acqua marina a tre profondità differenti e aver prelevato campioni, attraverso tecniche di spettroscopia e imaging gli scienziati sono andati a caccia delle concentrazioni di polietilene, polipropilene e polistirene che rappresentano i materiali plastici più comunemente utilizzati e che dunque sono quelli che più di frequente finiscono in mare. Incrociando i dati è stato stimato che nei primi 200 metri di profondità dell'Atlantico galleggiano fino a 21 milioni di tonnellate di plastica. In pratica, è tutta quella finita nell'oceano negli ultimi 65 anni. Le concentrazioni in realtà potrebbero essere anche molto maggiori, tenendo presente che sono contemplate solo le tre forme di plastica più comuni e solo nei primi 200 metri della colonna d'acqua.

“In precedenza, non potevamo bilanciare la massa di plastica galleggiante che abbiamo osservato con la massa che pensavamo fosse entrata nell'oceano dal 1950. Questo è perché studi precedenti non avevano misurato le concentrazioni di particelle microplastiche "invisibili" sotto la superficie dell'oceano . La nostra ricerca è la prima ad averlo fatto in tutto l'Atlantico, dal Regno Unito alle Falkland”, ha dichiarato la professoressa Pabortsava. Una recente ricerca condotta dall'Università del Queensland e dall'Università di Exeter ha dimostrato che tutti i prodotti ittici analizzati in un esame di laboratorio erano contaminati da plastica, mentre scienziati dell'Università Statale dell'Arizona l'hanno trovata per la prima volta negli organi umani. I dettagli della ricerca “High concentrations of plastic hidden beneath the surface of the Atlantic Ocean” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications.