C’è davvero differenza tra zucchero bianco e di canna per quanto riguarda la nostra salute? Quali sarebbero in particolare i rischi che si avrebbero assumendo lo zucchero bianco? C’è chi addirittura fa iperboli spingendosi ad affermare che lo zucchero raffinato sia un veleno. Ma che sia raffinato o meno sempre di zucchero si parla. Sarebbe un po’ come chiedersi se pesa di più un chilo di paia o uno di cemento.

Meglio raffinato o di canna?

Secondo i detrattori dello zucchero raffinato verrebbero utilizzate sostanze nocive durante la lavorazione, come l’anidride solforosa. Mentre quello di canna oltre a non venire raffinato conserverebbe preziose vitamine, oltre a proprietà dimagranti. In generale chi muove critiche allo zucchero bianco fa leva su luoghi comuni basati sul falso sinonimo “chimico, ovvero industriale”, la dove invece tutto in natura è chimicamente costituito. Le sostanze incriminate utilizzate nella lavorazione vengono considerate nocive solo perché vengono usate anche in altre raffinazioni, come quella del petrolio, ma di per sé non risultano affatto tali. Il sito della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) ha dedicato un articolo a questo tema, facendo luce su tutti questi luoghi comuni alimentari.

Perché raffiniamo lo zucchero? Se vogliamo estrarre lo zucchero dalla barbabietola conviene raffinarlo, per estrarne la melassa; quella di barbabietola non è proprio squisita. Mentre lo zucchero di canna – a seconda dei gusti – è considerato più buono proprio per via dei residui di melassa che i produttori decidono di conservare. In entrambi i casi parliamo sempre di saccarosio, come spiega molto bene Dario Bressanini. Viceversa occorre prestare attenzione anche alla definizione "grezzo" associata allo zucchero di canna, questa infatti non esclude affatto la raffinazione, significa semplicemente che non è avvenuta in maniera totale.

Zucchero cancerogeno

Lo zucchero in generale sarebbe anche cancerogeno, in quanto carburante dei tumori, chi sostiene questo cita anche uno studio di Otto Warburg. Non è la prima volta che viene usato in maniera inappropriata, soprattutto per sostenere medicine alternative che pretendono di curare il cancro, come quella a base di limone e bicarbonato. Un "fondo di verità" ci sarebbe anche: ovviamente tutte le cellule necessitano di zuccheri per alimentare i loro processi biologici, quindi anche quelle tumorali. Alla base della convinzione che eliminando lo zucchero si possa combattere il cancro c’è un altro luogo comune: quello secondo cui noi assumeremmo lo zucchero solo in forma di zollette (saccarosio). In realtà il metabolismo di tutti gli animali – noi inclusi – si basa sul ricavare lo zucchero (sotto forma di glucosio) dagli alimenti. Noi stessi siamo dei produttori di zuccheri, certi nutrienti possono infatti essere trasformati in glucosio dalle cellule se questo fosse carente, mediante gluconeogenesi. Vale a dire che eliminare quello dei dolci o le classiche zollette servirebbe a poco – a meno che non si decida di “fregare il cancro” digiunando – cosa che ovviamente sconsigliamo vivamente.