Blocco d’ambra con insetto impollinatore. Credit: Istituto di geologia e paleontologia di Nanchino
in foto: Blocco d’ambra con insetto impollinatore. Credit: Istituto di geologia e paleontologia di Nanchino

Nel cuore di un meraviglioso blocco d'ambra fossile di 99 milioni di anni è stata scoperta la più antica prova diretta dell'impollinazione. Al suo interno, infatti, è stato trovato un coleottero preistorico con alcuni granuli di polline agganciati alle zampe e sul corpo. Il prezioso reperto, recuperato in una miniera ricca di fossili del Myanmar (ex Birmania) settentrionale, sposta di circa 50 milioni di anni le precedenti prove dirette dell'impollinazione, un processo legato all'origine delle piante angiosperme o magnoliofite.

La comparsa di questi peculiari organismi vegetali all'inizio del Cretaceo fu considerata dal celebre naturalista britannico Charles Darwin un “abominevole mistero”, poiché prima di allora non era presente nulla di paragonabile alle angiosperme. È come se fossero spuntate dal nulla, all'improvviso. Aver scoperto un coleottero preistorico con polline di un angiosperma di 99 milioni di anni (Cretaceo medio) suggerisce che insetti e piante abbiano iniziato a evolversi assieme, affinando nel corso di milioni di anni la fruttuosa “collaborazione”, oggi minacciata dall'uomo attraverso pesticidi e cambiamenti climatici.

A scoprire e descrivere il fossile è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Istituto di geologia e paleontologia di Nanchino presso l'Accademia delle scienze cinese, che hanno collaborato a stretto contatto con il professor David Dilcher del Dipartimento di Geologia e Scienze atmosferica dell'Università dell'Indiana, Stati Uniti. Il coleottero è stato classificato col nome di Angimordella burmitina, poiché anatomicamente molto simile agli scarabei appartenenti alla famiglia Mordellidae. Mostra zampe posteriori robuste, corpo ingobbito e adattamenti che gli permettevano di catturare il polline, proprio come i suoi discendenti moderni. Quest'ultimo è stato invece rintracciato utilizzando strumenti ad altissima tecnologia, come microtomografia a raggi X e microscopia laser.

Dilcher e i colleghi cinesi Tong Bao, Bo Wang e Jianguo Li hanno trovato in tutto 62 granelli di polline, che presentano una caratteristica molto interessante. Hanno infatti tre scanalature che favoriscono l'aggancio alla zampa dell'insetto. Ciò suggerisce che 99 milioni di anni fa piante angiosperme e insetti avevano già avuto un lungo percorso di coevoluzione, proprio per favorire il processo dell'impollinazione. I più antichi granelli di polline mai scoperti, del resto, hanno circa 130 milioni di anni, ma sono stati trovati isolati e non accompagnati da un insetto impollinatore, come nel blocco d'ambra del Myanmar. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica PNAS.