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L’essere umano potrebbe vivere fino a 130 anni entro il 2100, secondo uno studio

Sfruttando la statistica bayesiana e un database con i dati di tutti i supercentenari di dieci Paesi europei, Giappone, Canada e Stati Uniti, un team di ricerca dell’Università di Washington ha determinato che entro la fine del secolo c’è il 100 percento di probabilità che verrà battuto l’attuale record di longevità massima, i 122 anni raggiunti da una donna francese. Alcune persone potrebbero arrivare addirittura a 130 anni o poco oltre.
A cura di Andrea Centini
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Emma Morano, la centenaria di Verbania scomparsa a 117 anni nel 2017
Emma Morano, la centenaria di Verbania scomparsa a 117 anni nel 2017

Sebbene la pandemia di COVID-19 abbia abbattuto l'aspettativa di vita a livello globale, determinando un calo di ben 1,87 anni negli Stati Uniti, entro la fine del secolo alcune persone potrebbero superare i 130 anni di vita. Al momento il record di longevità “certificato” appartiene a Jeanne Calment, una supercentenaria francese spentasi nel 1997 alla veneranda età di 122 anni e 164 giorni, mentre la persona più anziana attualmente in vita è la giapponese Kane Tanaka, di 118 anni. Nel 2017 morì in Italia Emma Morano di Verbania, che all'epoca era la donna più anziana del mondo (aveva 117 anni e 137 giorni). Questi record, secondo un nuovo studio, sono destinati a essere infranti entro la fine del secolo, per via del costante invecchiamento della popolazione, dell'aumento dei supercentenari (chi ha più di 110 anni) e delle migliori condizioni di vita in determinati contesti.

A condurre lo studio sono stati i due scienziati americani Michael Pearce e Adrian E. Raftery dell'Università di Washington, che hanno sfruttato un peculiare modello statistico che “prevede probabilisticamente l'età massima riportata alla morte” o MRAD entro il 2100. I ricercatori, che insegnano Sociologia e Statistica, si sono basati sulle statistiche bayesiane, sul modello di sopravvivenza esponenziale per i supercentenari di Rootzén e Zholud e sui dati dell'International Database on Longevity, un database del Max Planck Institute for Demographic Research (Germania) nel quale sono riportati i dati dei supercentenari di dieci diversi Paesi europei (Italia compresa), oltre a quelli del Giappone – noto per la longevità del suo popolo – degli Stati Uniti e del Canada. In parole semplici, hanno calcolato le probabilità dei futuri supercentenari di battere il record della signora Calment.

Dall'indagine statistica è emerso che vi è quasi il 100 percento di probabilità che i 122 anni e 164 giorni della donna francese vengano superati entro il 2100. La probabilità che almeno un supercentenario arrivi a 124 anni è del 99 percento, che arrivi a 126 anni è dell'89 percento, a 127 anni del 68 percento e a 128 anni del 44 percento. La simulazione ha previsto che c'è una probabilità del 13 percento che qualcuno arrivi a 130 anni entro la fine del secolo, mentre risulta “estremamente improbabile” che qualcuno arrivi a 135 entro i prossimi 80 anni.

“Le persone sono affascinate dagli estremi dell'umanità, che si tratti di andare sulla Luna, quanto velocemente qualcuno può correre alle Olimpiadi, o anche quanto tempo qualcuno può vivere”, ha dichiarato il professor Pearce. Secondo molti studiosi a causa del costante deterioramento cellulare e del rischio di malattie la vita umana ha un limite naturale che non può essere sorpassato, tuttavia, spiegano i due studiosi dell'Università di Washington, le persone che superano i 110 anni entrano in uno stato in cui gli anni che passano non contano più come prima, dato che muoiono tutti “allo stesso ritmo”. In altri termini, una persona di 114 anni ha le stesse probabilità di morire di una di 110. Solo il tempo ci dirà se la previsione statistica dei ricercatori sarà azzeccata. I dettagli della ricerca “Probabilistic forecasting of maximum human lifespan by 2100 using Bayesian population projections” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Demographic Research.

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