La Cina ha lanciato la sua prima missione esplorativa verso Marte. Alle 06:41 ora italiana di giovedì 23 luglio, infatti, la sonda Tianwen-1 installata in cima al razzo “Long March 5 Y4” si è staccata con successo dalla piattaforma di lancio del Wenchang Satellite Launch Center, sito sull'isola di Hainan. La sonda giungerà nell'orbita del Pianeta Rosso a febbraio del prossimo anno, dopo 7 mesi di viaggio nel cuore del Sistema solare. La missione entrerà nel vivo dopo ulteriori 2/3 mesi di sorvolo, col rilascio di robot "terrestri". La Tianwen-1, che significa “ricerca della verità celeste”, è infatti composta da un orbiter, un lander e un rover, una combinazione mai tentata prima per una missione marziana. I due mezzi verranno sganciati per atterrare in una grande area pianeggiante dell'emisfero settentrionale chiamata “Utopia Planitia”. È lo stesso luogo in cui giunse il lander Viking II della NASA oltre 40 anni fa.

L'orbiter stazionerà in un orbita ellittica che lo porterà a circa 1.300 chilometri dalla superficie del Pianeta Rosso, e oltre a fare da "antenna" per ricevere e trasmettere alla Terra i dati raccolti dal rover, è equipaggiato con una serie di strumenti scientifici per condurre studi specifici. Oltre a due telecamere per catturare immagini in alta risoluzione, è dotato di un radar per studiare il sottosuolo, di uno spettrometro per l'analisi dei minerali e diversi analizzatori di particelle. Il lander non sembra avere alcun ruolo nella ricerca scientifica, come indicato nel documento “China’s first mission to Mars” pubblicato sulla rivista Nature dai coordinatori della missione Wan, Wang, Li e Wei, ma sarà fondamentale per il corretto dispiegamento del rover a energia solare. Il robot semovente e controllato da remoto è dotato di sei strumenti scientifici, con i quali condurrà indagini per una novantina di giorni, in base alle stime dei ricercatori cinesi. È equipaggiato anch'esso con due telecamere (di cui una multispettrale), radar per il sottosuolo e sensori in grado di analizzare campo magnetico e composizione minerale.

Nel complesso il lavoro dell'orbiter e del rover saranno dedicati all'analisi geologica e morfologica della superficie marziana, alla comprensione della struttura interna del pianeta e allo studio dei campi fisici. Una missione ambiziosa che renderà la Cina la terza potenza mondiale (dopo USA e Russia) ad esplorare il Pianeta Rosso, qualora dovesse andare tutto secondo i piani del National Space Science Center, che fa parte dell'Accademia Cinese delle Scienze di Pechino.

Curiosamente, in questi giorni ci sono diverse missioni in partenza verso Marte. Alle 23:58 ora italiana di domenica 19 luglio gli Emirati Arabi Uniti hanno lanciato la sonda “HOPE” (Speranza) che raccoglierà dati inediti sulla composizione atmosferica del pianeta, mentre il 30 luglio la NASA invierà il rover “Perseverance” che andrà a caccia delle tracce di vita aliena. Sarebbe dovuta partire anche la missione ExoMars dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dell'Agenzia Spaziale Russa (ROSCOMOS), ma a causa di alcuni problemi è stata rinviata al 2022. Il motivo di questo affollamento è legato alla favorevole posizione reciproca tra Marte e Terra, che permette di inviare sonde in modo che arrivino nel minor tempo possibile e risparmiando parecchio carburante e dunque peso, una delle voci che incide di più sui costi delle missioni spaziali.