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28 Ottobre 2016
13:41

La sensibilità chimica multipla è neurotossica solo se ci credi

La sensibilità chimica multipla, ovvero “Mcs” (multiple chemical sensitivity), viene presentata spesso come “ingiustamente” considerata psicosomatica. Ma chi ha questa patologia non è un paziente di serie B.
A cura di Juanne Pili
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A sostenere che la Mcs sia una malattia neurotossica troviamo anche endocrinologi e immunologi. Si sostiene ad esempio che non sia un caso se questa patologia venga registrata soprattutto in zone altamente inquinante ed in tenera età. Chi fa queste affermazioni, oltre a considerare una correlazione al pari di un rapporto causa-effetto, trascura anche la paura – spesso motivata – delle conseguenze sulla salute di chi vive in luoghi inquinati; tali affermazioni non sono inoltre supportate da studi scientifici seri. I pochi che sono stati considerati attendibili si sono rivelati essere addirittura delle truffe. Pensiamo Al Dottor William Rea, soggetto nel 2007 a provvedimenti disciplinari, con tanto di rischio di radiazione dall'albo; oppure quello di Adrian Morris, che basa il suo studio su dati provenienti da una clinica dove si praticano omeopatia e altre pseudomedicine.

Premesse sbagliate. Il primo a teorizzare l'esistenza della Mcs fu l'allergologo Theron Randolf, ipotizzando che la causa fosse una saturazione dell'organismo soggetto ad una continua esposizione a prodotti chimici sintetici, tale tesi si dimostrerà infondata dal momento che sono sufficienti minime dosi di composti chimici per ottenere reazioni allergiche.

Sintomi somatoformi. I sintomi possono essere i più vari, c'è chi vive continuamente con una mascherina in faccia o addirittura con una bombola di ossigeno a portata di mano, viene messa in mezzo anche la celiachia (disturbo per niente psicosomatico, non di meno molte persone pensano di averla pure essendo sane), in generale vi è una prevalenza di disturbi somatoformi dimostrati già in diversi studi.

Il background pseudoscientifico. Come fa notare anche Butac gran parte dei sostenitori della tesi neurotossica sono perlopiù degli omeopati. Tanto l'Organizzazione mondiale della sanità quanto il Ministero italiano della salute riconoscono il carattere psicosomatico del disturbo. Questo ovviamente non significa che sia di poco conto. Avere problemi psicosomatici non rende chi ne soffre dei pazienti di serie B. Non di meno si è maggiormente esposti a tesi pseudoscientifiche, le quali allontanano dai trattamenti realmente efficaci in favore di inutili terapie.

I pazienti non discernono l'aria pulita da quella inquinata. In un importante esperimento, condotto in doppio cieco, dei pazienti affetti da Mcs sono stati sottoposti sia ad aria inquinata che ad aria pulita. Questi non sono stati in grado di distinguere tra le due situazioni, manifestando i medesimi sintomi. Risparmiamo quindi di elencare le varie tesi di complotto che circolano per compensare la carenza di dati positivi. Consigliamo piuttosto di diffidare dalle solite raccolte fondi, a volte patrocinate anche dai Comuni, i quali non hanno nulla a che fare coi veri istituti di medicina.

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