Credit: VictoryRock
in foto: Credit: VictoryRock

La rucola, saporitissima verdura conosciuta anche col nome di ruchetta o “rughetta”, è un vero e proprio toccasana per la fertilità maschile. Essa, infatti, protegge dagli effetti dannosi degli additivi della plastica, in particolar modo dal famigerato bisfenolo A (BPA), neutralizzandolo grazie al notevole apporto di antiossidanti. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale composto da studiosi dell'Università di Padova e del Dipartimento di fisiologia funzionale e valorizzazione delle risorse biologiche dell’Università di Jendouba, Tunisia. Gli scienziati, coordinati da Carlo Foresta, Kais Rtibi, Luca De Toni e Iva Sabović, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver esposto spermatozoi umani a dosi massicce di bisfenolo A, seguite da estratto concentrato di rucola.

Il pericolo degli additivi chimici. Il bisfenolo A è un composto di grande importanza nella produzione di materiali plastici e additivi; è presente ad esempio nei giocattoli e nei contenitori di diversi alimenti, come capsule di caffè, bottiglie di plastica e lattine di alluminio, poiché ne favorisce sensibilmente le proprietà meccaniche. Nonostante sia nel mirino degli scienziati da oltre 70 anni, soltanto di recente la UE ha deciso di classificarlo tra le “sostanze estremamente preoccupanti”. Nello specifico, il bisfenolo A, trasferendosi dalle confezioni al cibo, può aumentare i radicali liberi ed essere nocivo per l'apparato endocrino, influenzando ad esempio la vitalità e la mobilità degli spermatozoi, e di conseguenza la fertilità. Non a caso è stato bandito da numerosi prodotti, come ad esempio dai biberon (già dal 2011 in Francia).

L'esperimento. Alla luce di questi dati, il team italo-tunisino ha deciso di "andare a caccia" di un prodotto alimentare in grado di contrastare l'effetto tossico del BPA sugli spermatozoi. Dopo aver dimostrato la presenza di elevatissime concentrazioni di antiossidanti nella rucola (Eruca vesicaria), hanno sottoposto gli spermatozoi a quantità tossiche di bisfenolo A, e successivamente li hanno trattati con l'estratto di rucola. Già a bassissimi dosaggi il composto è stato in grado di inattivare completamente gli effetti tossici del bisfenolo A sugli spermatozoi. Per questa ragione, secondo gli autori dello studio “l'estratto di rucola può rappresentare un vero e proprio presidio nutraceutico per il trattamento dell'infertilità maschile o nella preparazione degli spermatozoi durante le tecniche di procreazione medicalmente assistita”. La ricerca verrà presentata sabato 2 marzo al Convegno di Medicina della riproduzione che si terrà ad Abano Terme, ma alcuni dettagli sono stati già anticipati in un comunicato stampa pubblicato sul sito dell'Ordine Nazionale dei Biologi.